Pensioni, boom di domande per l’Ape: c’è il rischio slittamento

All’Istituto guidato da Tito Boeri è arrivato il 10% in più di istanze preventivate. E non è detto che tutte saranno accolte

Sono, in totale, 66.409 le domande presentate per accedere all’Ape social e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci. Lo ha reso noto l’Inps, comunicando i dati definitivi delle istanze inoltrate entro la scadenza di sabato 15 luglio. Sempre l’istituto fa sapere che sono arrivate 39.777 richieste per l’indennità di Ape social e 26.632 per i lavoratori precoci. Superata così la platea potenziale che era stimata in 60 mila persone (35 mila per l’Ape sociale e 25 mila per i precoci), mentre se ne stimavano altri 45 mila in possesso dei requisiti nel 2018 (20 mila Ape sociale e 25 mila precoci).

APE, A CHI E’ RIVOLTO – L’Anticipo spetta ai lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età purché siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; persone che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili almeno al al 74%; dipendenti che svolgono da almeno sei anni (negli ultimi sette) in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso.

COME FUNZIONA – L’indennità, pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo, è corrisposta per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

REQUISITI – Avere almeno 63 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima è di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di pensione diretta.

RISCHIO SLITTAMENTO? – All’Istituto guidato da Tito Boeri, come detto, è arrivato il 10% in più di istanze preventivate. E non è detto che tutte saranno accolte. Entrambe le misure sono sperimentali; e restano in vigore nella versione attuale per due anni. Le domande di Ape sociale saranno approvate nel limite di spesa di 300 milioni di euro per quest’anno e fino a 609 milioni di euro per il 2018. Quelle per i precoci fino a 360 milioni quest’anno e 505 l’anno prossimo. Ora l’Inps, che gestisce tutte le pratiche, verificherà i requisiti delle richieste ed entro il 15 ottobre pubblicherà la graduatoria definitiva. Se i fondi a disposizione risulteranno non sufficienti, la decorrenza di Ape sociale e pensione “precoce” potrebbe essere posticipata per una fetta dei richiedenti. In questo caso, a fronte dei requisiti necessari, avranno la priorità coloro che sono più vicini alla pensione di vecchiaia.

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