Pensione anticipata, Opzione Donna con assegno ridotto. Novità 2016

Requisiti, domanda, calcolo importo della pensione anticipata con sistema contributivo

Assegno ridotto del 20-30% per le lavoratrici che scelgono l’Opzione Donna, prorogata dalla Legge di Stabilità (requisito anagrafico e contributivo maturato entro il 31 dicembre 2015, domanda di pensione presentabile per tutto il 2016): la pensione si calcola interamente con il contributivo e l’importo varia in base a contributi versati e anni di anni di pensione anticipata.

PENALIZZAZIONE – L’Opzione Donna prevede almeno 35 anni di contributi versati e un’età di 57 anni e tre mesi per le lavoratrici dipendenti, 58 anni e tre mesi per le autonome. La maturazione del requisito (31 dicembre 2015) non coincide con la decorrenza della pensione, che in base alla finestra mobile vede l’assegno erogato dopo 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

La decurtazione scatta poiché, con il contributivo, si rinuncia al sistema misto che garantisce un trattamento più alto. Ecco un esempio (elaborazione Pensionioggi) che mostra come varia la riduzione dell’assegno in relazione agli anni di anticipo pensionistico: lavoratrice nata nel 1958, con 38 anni di contributi, ultima retribuzione annua pari a 25mila 700 euro.

ISTRUZIONI 2016 – Vediamo quanto si riduce l’assegno in tre diverse ipotesi di prepensionamento con l’Opzione Donna:

  • pensione a 58 anni e tre mesi nel 2016: 14mila 64 euro annui, il 28,8% in meno rispetto al trattamento con il metodo misto, che sarebbe pari a 19mila 752 euro;
  • pensione a 59 anni e tre mesi nel 2017: 14mila 615 euro, il taglio rispetto al trattamento con il sistema misto (19mila 889 euro), è pari al 26,52%;
  • pensione a 60 anni e tre mesi nel 2018: 15mila 332 euro, il taglio rispetto all’assegno calcolato con il sistema misto (20mila 190 euro), è del 24,11%.

In generale, maggiore è l’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (anno fino al quale si calcola con il sistema retributivo), maggiore è la decurtazione dell’assegno determinato dal passaggio al contributivo. Posticipando al data del pensionamento, si ammortizza la decurtazione.

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