Pensione anticipata, domande al via. Ecco gli esclusi

Anticipo pensionistico al via, ma a condizione che il richiedente abbia la residenza in Italia

Domande al via per l’Ape social, la pensione anticipata riservata alle categorie deboli, come i disoccupati, i disabili o chi ha svolto le cosiddette attività gravose. Ma per avere diritto all’assegno sarà necessario essere residente in Italia. E conservare la residenza nel nostro Paese per tutto il periodo dell’Ape social, che può durare al massimo tre anni e sette mesi. Una volta raggiunta l’età della pensione vera e propria, cioè 66 anni e sette mesi, i pensionati torneranno liberi di trasferirsi dove vorranno. Ma chi dovesse incassare l’assegno senza averne diritto dovrà restituire le somme ricevute, pagando anche gli interessi legali. A specificarlo è la circolare dell’Inps n.100 del 16 giugno 2017 che disciplina l’applicazione dell’Ape social.

TURISMO PREVIDENZIALE – L’obiettivo è frenare il turismo previdenziale, quel fenomeno che ha portato diversi pensionati italiani a trasferirsi verso Paesi più convenienti. Come il Portogallo, dove per i pensionati stranieri le tasse sono azzerate per dieci anni dal momento del cambio di residenza. O come la Romania, dove più semplicemente la vita costa meno.

CHI PUO’ BENEFICIARNE – Nella circolare si legge che possono beneficiare dell’Ape social i residenti in Italia iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 che, alla data di accesso al trattamento, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  1. abbiano compiuto almeno 63 anni di età;
  2. si trovino in una delle seguenti condizioni:
  • siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante. In tutte le suddette ipotesi i soggetti richiedenti devono essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
  • assistano da almeno sei mesi il coniuge, l’unito civilmente, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. In relazione alla stessa persona con handicap in situazione di gravità è possibile concedere l’APE sociale ad uno solo dei soggetti che l’assistono;
  •  abbiano una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • siano lavoratori dipendenti che, al momento della decorrenza dell’APE sociale, risultino svolgere o aver svolto in Italia, da almeno sei anni, in via continuativa, una o più delle attività lavorative elencate nell’allegato A annesso al decreto e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

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