Pensione anticipata: come ottenerla riunificando i contributi

Pensione anticipata con riscatto, ricongiunzione, totalizzazione e cumulo, recupero contributi silenti

La Legge per TuttiIl problema della rigidità della Riforma Previdenziale Fornero, e della necessità di un suo cambiamento, è ampiamente discusso in questi giorni: si spera che una nuova pensione anticipata flessibile possa essere attuata con La Legge di Stabilità 2016, ma, nel frattempo, non devono essere messe da parte le strategie già esistenti per poter recuperare anni di contributi ed uscire prima dal lavoro.

Complice una sempre maggiore precarietà del mercato del lavoro, molte persone si ritrovano contributi sparsi tra diverse gestioni Inps, non tutti sufficienti per maturare un trattamento autonomo: questi versamenti, però, messi insieme, possono essere recuperati, e costituire anni di contribuzione in più, utili a raggiungere prima e ad aumentare la pensione. Bisogna dunque considerarli come una risorsa, non rassegnarsi e lasciarli all’Inps come contributi silenti: se le somme non confluiscono in una pensione, infatti, vengono incamerate dall’Istituto, che non ne prevede la restituzione.
Di seguito, vediamo i modi per recuperare quanto versato e raggiungere la pensione in anticipo: alcuni di essi comportano dei costi per il lavoratore, altri sono gratuiti.

– La ricongiunzione
Il primo modo per recuperare gli anni di contributi consiste nel ricongiungerli alla gestione nella quale matura la pensione: la ricongiunzione, tuttavia, non è gratuita, e comporta degli esborsi piuttosto pesanti.
I costi dell’operazione aumentano notevolmente con l’avanzare dell’età, e variano in base al sesso del richiedente, al numero di anni da ricongiungere ed alla collocazione temporale dei periodi da recuperare. In pratica, l’onere è legato al beneficio pensionistico che il lavoratore consegue: maggiori sono i vantaggi, maggiore è il costo.
Il calcolo degli oneri di ricongiunzione è comunque molto complicato: solitamente si effettua direttamente domanda di ricongiunzione all’Inps, che elabora la spesa totale e fornisce un piano rateale di pagamento. Ricevuto il prospetto, si è liberi di accettarlo o meno.
La ricongiunzione non è ammessa per i contributi versati nella Gestione Separata.

– La totalizzazione
Per recuperare la contribuzione e collocarsi prima a riposo senza costi, si può utilizzare, al posto della ricongiunzione, la totalizzazione: grazie a questo istituto, che è applicabile sia alla pensione di vecchiaia, che a quella d’anzianità, si possono infatti cumulare gratuitamente i contributi.
I requisiti per il trattamento di vecchiaia e d’anzianità sono differenti da quelli previsti dalla Legge Fornero, ed il calcolo viene effettuato col contributivo, gestione per gestione, a meno che non si raggiunga il diritto ad autonoma pensione in una di esse (purchè si tratti di una gestione Inps o Inpdap).

– Il cumulo, o totalizzazione retributiva
Si tratta di un nuovo istituto simile alla totalizzazione, previsto dalla Legge di Stabilità 2013: oltre a consentire l’unione dei periodi lavorati, permette di calcolare la quota di trattamento maturato presso ciascuna cassa secondo le regole del fondo, non per forza col contributivo (il contributivo si applica, comunque, agli anni posteriori al 1996, per chi ha meno di 18 anni di contributi al 31.12.1995, nonché, per tutti, da gennaio 2012 in poi).
Ci sono però dei casi in cui il cumulo retributivo non può essere utilizzato: se, infatti, si matura la pensione di vecchiaia autonomamente, presso una delle gestioni in cui risultano versati i contributi, non è consentito; parimenti, non si può utilizzare per la contribuzione accantonata presso le casse professionali e per la Gestione Separata.

– Il cumulo per artigiani e commercianti
Grazie ad una nota legge del 1990, i contributi versati alla Gestione Inps Artigiani e Commercianti possono essere uniti con la contribuzione da lavoro dipendente (cioè quella versata presso il fondo dei lavoratori dipendenti Inps- FPLD). L’assegno si otterrà sommando le due quote di pensione, calcolate separatamente sui contributi da lavoro dipendente e su quelli da artigiano/commerciante. Ovviamente, i periodi da lavoro dipendente e autonomo, sommandosi, consentono di raggiungere prima la pensione.

Il riscatto di periodi lavorativi senza contributi
Per raggiungere in anticipo il pensionamento, può essere utile recuperare anche vecchi rapporti di lavoro privi di contribuzione, perché non versata dal datore.
È , però, necessario provare che il rapporto di lavoro sia realmente esistito, presentandosi all’Inps con documenti di data certa riferibili ai periodi lavorati: inoltre, se il vecchio datore si rifiutasse di versare i contributi mancanti, spetta al lavoratore riscattarli, pagando il relativo onere, salvo la possibilità di far causa all’azienda per il danno subito.

Il riscatto del ciclo di studi
Per pensionarsi prima, può essere senz’altro utile anche riscattare gli anni di laurea o di un altro ciclo di studi: in particolare, oltre agli anni del corso di laurea, è possibile riscattare, dal 12.07.1997, per gli iscritti all’Inps, anche i seguenti corsi di studi universitari:

  • Diploma di laurea conseguito dopo un corso almeno pari a 4 anni;
  • Diploma di specializzazione ottenuto dopo la laurea ed al termine di un corso di almeno 2 anni;
  • Diploma universitario ottenuto dopo un corso di durata tra 2 e 3 anni;
  • Dottorato di ricerca
    Anche in questo caso, l’Inps offre la possibilità di aggiungere gli anni scoperti, in cambio del pagamento di un onere, che varia in base all’età, alla collocazione temporale dei periodi, ed alla retribuzione o reddito del contribuente.

In conclusione, ogni strategia per raggiungere in anticipo la pensione va valutata e pianificata il prima possibile, eventualmente con l’aiuto di un professionista esperto del settore previdenziale ed imparziale, come un consulente del lavoro: più gli anni passano, infatti, più aumentano i costi di riscatti e ricongiunzioni.

Noemi Secci

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