Pensione anticipata a rischio per maggio: tempi stretti e punti critici

Le preoccupazioni del responsabile dell’area Welfare e contrattazione sociale della Cgil, Nicola Marongiu

In attesa del prossimo incontro tra governo e sindacati per quanto riguarda la pensione anticipata cui si potrà accedere dal prossimo 1 maggio, Nicola Marongiu, responsabile dell’area Welfare della Cgil, fa il punto della situazione sottolineando le criticità e i tempi ristretti legati all’Ape volontario.

RITARDI NELLA DEFINIZIONE DEI CRITERI – Il prossimo incontro sarà il 13 marzo, con l’apertura della “fase due” ma ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Tra questi c’è il ritardo dei decreti e le difficoltà legate all’Ape volontario. “Ci sono ritardi sulla definizione dei decreti – ricorda il sindacalista -: erano previsti nella legge di bilancio, che ha avuto un percorso complesso per la crisi di governo e finora non è stata migliorata”.

La possibilità di presentare le domande di pensione anticipata dovrebbe scattare a maggio. “Siamo preoccupati: i decreti erano fissati entro la fine di febbraio, poi ci sono i passaggi tecnici prima di arrivare in Gazzetta ufficiale. In sede di confronto abbiamo individuato il problema: non sono state modificate le norme di ingresso alla previdenza, se non per i lavori precoci e gli usuranti, quindi senza un intervento complessivo diventa tutto più difficile”.

LAVORI USURANTI – Al solito, il rischio è quello di creare norme dall’applicazione troppo complessa. “Prendiamo i lavoratori usuranti: per loro diventa sempre più difficile accedere – osserva Marongiu -. Sugli esodati siamo arrivati all’ottava salvaguardia: si va avanti in questo modo, è chiaro che non c’è la volontà di operare un intervento generale sul tema della previdenza”.

IL CASO DEI LAVORATORI EDILI – Il sindacalista fa notare, poi, che nonostante la platea di accesso sia abbastanza larga i criteri sono troppo rigidi che creano problemi soprattutto nel caso dei lavoratori edili poichè “il criterio dell’accesso erano 6 anni in via continuativa abbiamo sottolineato il problema: l’edile si riferisce all’andamento dei cantieri, non svolge impiego continuativo, dunque abbiamo chiesto di ragionare su una platea temporale più amplia. Il governo ha detto che si potrebbe discutere su una franchigia, il problema è aperto”.

APE VOLONTARIA – Tra i punti più controversi c’è l’Ape volontaria. “Ne abbiamo parlato molto, anche se a suo tempo la Cgil ha espresso un giudizio molto critico. Vediamo due punti di grande difficoltà: per l’accesso all’Ape non sarà riconosciuta la possibilità di cumulare periodi sotto gestioni diverse, quindi il lavoratore deve maturare i requisiti di 20 anni all’interno della stessa gestione. L’altro problema è il prestito a garanzia pensionistica: una volta in pensione è previsto il prelievo alla fonte da cui non si può sfuggire. Le banche hanno rischio zero, ma c’è di più: gli istituti di credito faranno una valutazione di merito creditizio, quindi ai soggetti nelle categorie di rischio il prestito non verrà concesso”. Questo elemento rendere l’Ape volontaria “uno strumento poco usato”, a suo avviso. “Anche i tecnici del governo sono in difficoltà – aggiunge Marongiu, perché c’è un problema a monte: l’esecutivo non fa un intervento complessivo sulla previdenza, bensì lascia alle banche un potere di valutazione, mentre dovrebbero essere solo intermediarie”.

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