Partita IVA 2017: vantaggi e svantaggi

Vuoi aprire la partita IVA? Ecco tutti i vantaggi e gli svantaggi

Aprire la partita IVA al momento è l’unico modo per lavorare nel nostro Paese. A prima vista i vantaggi del lavoro indipendente sono tanti, ma gli svantaggi sono appena dietro l’angolo.

Partita Iva, quali vantaggi ci sono?

Rispetto al lavoro da dipendente, i vantaggi sono subito evidenti: il libero professionista decide dove lavorare e quando, con flessibilità di orario e ferie decise in base alle proprie esigenze, senza imposizioni dall’alto.

Per chi dà vita a una start up o a una nuova impresa – giovani protagonisti, ma non c’è più la distinzione anagrafica – dal 2016 si rientra nel regime forfettario, con aliquota al 5% per i primi cinque anni, che si stabilizza al 15% dal sesto anno di attività. L’importo lordo annuale massimo è stato fissato a 30.000 € per gli autonomi e a 50.000 € per i commercianti.

Con il nuovo anno arrivano anche altre agevolazioni: il contributo INPS sarà diminuito dal 27,72 % al 24%; rimane la possibilità della rivalsa INPS del 4% da addebitare al cliente. Inoltre, gli under 35 e le donne di tutte le età avranno accesso a finanziamenti a tasso zero per le loro imprese.

Aprire la partita IVA è facile: il procedimento si può effettuare gratuitamente online grazie all’Istituto della Comunicazione Unica del Registro delle Imprese. Basterà munirsi di firma digitale e credenziali Telemaco per l’invio di pratiche e certificati.

Anche la chiusura della partita IVA è gratuita esclusi costi di segreteria o del commercialista. La mancata dichiarazione di cessazione di attività prevedeva una sanzione tra i 516 e i 2000 €, ora azzerata dalla nuova Legge di Bilancio, che prevede una semplificazione fiscale in base alla quale l’Agenzia delle entrate chiuderà automaticamente le imprese inattive da almeno 3 anni, con diritto di replica entro 30 giorni dalla comunicazione.

Solo vantaggi o anche svantaggi?

Abbiamo parlato di flessibilità lavorativa del libero professionista: è vero, ma questo comporta a volte lavorare più ore al giorno rispetto ai normali dipendenti, notti e festivi inclusi, senza avere diritto a una maggiorazione sul costo del lavoro. Malattia e maternità? Non sono al momento supportate, anche se sembra che qualcosa si stia muovendo anche in questa direzione.

Inoltre, circa il 30% del guadagno di un libero professionista finisce nelle mani dell’INPS per la gestione separata per tutte le categorie che non prevedono una cassa previdenziale di riferimento. Aggiungendo tutti i “segni meno” in busta paga e calcolando l’eventuale costo del commercialista, il guadagno finale percepito può arrivare nelle vostre mani decurtato del 50% rispetto al ricavo lordo.

Partita IVA 2017: vantaggi e svantaggi
Partita IVA 2017: vantaggi e svantaggi