No della Raggi alle Olimpiadi. Dossier pro giochi: “Persi 5 miliardi”

Virginia Raggi ha detto il suo no alle Olimpiadi, ma secondo molti la sua decisione è un’occasione persa per Roma

Virginia Raggi dice no alle Olimpiadi e scatena la polemica. “È da irresponsabili dire sì a questa candidatura” ha spiegato il sindaco di Roma parlando delle Olimpiadi del 2024 e ufficializzando il suo no alla manifestazione sportiva “Non abbiamo mai cambiato idea, abbiamo rafforzato la nostra posizione. Ci viene chiesto di assumere altri debiti, noi non ce la sentiamo”.

Secondo molti però le Olimpiadi sarebbero state un’occasione unica per Roma, non solo in termini di immagine, ma anche di posti di lavoro e fondi. Secondo gli ultimi dati il no della Raggi ha portato ad una perdita di ben 5 miliardi di euro. Secondo le stime del comitato pro candidatura “la città organizzatrice riceverà dal Comitato olimpico internazionale (Cio) 1,7 miliardi di dollari a fondo perduto nel corso dei sette anni precedenti le Olimpiadi”, che sono andati irrimediabilmente persi con questa decisione.

Soldi che avrebbero potuto aiutare Roma e migliorare la situazione – oggi disastrosa – della città, soprattutto perché il 70 per cento degli impianti per le Olimpiadi sono già esistenti, dall’Olimpico, allo Stadio Flaminio, passando per lo stadio Pietrangeli e quello del Nuoto, il Palaeur, il Foro Italico, il palazzetto di viale Tiziano, le Terme di Caracalla. E ancora Villa Ada, i Pratoni del Vivaro, Tre Fontane, piazza di Siena, Marco Simone Golf & Country Club e la Fiera.

Non solo: secondo uno studio del dipartimento della facoltà di economia dell’Università di Tor Vergata, “i Giochi porteranno almeno 177.000 nuovi posti di lavoro, e un aumento del pil del 2,4% dal 2017 al 2023”. Fra gli altri effetti positivi delle Olimpiadi a Roma di sarebbero, secondo lo studio: “Un Campus per gli studenti riconvertendo i 17.000 alloggi del Villaggio Olimpico a Tor Vergata (6.000 nuove unità residenziali); la riqualificazione di 50 nuove strutture sportive scolastiche nelle periferie” continua il dossier “la creazione di tre nuovi parchi urbani (Saxa Rubra, Tor Vergata e Magliana); la riqualificazione delle banchine sul Tevere; il Grab; i 27 interventi di adeguamento delle grandi arterie e snodi stradali cittadini; il completamento dell’anello ferroviario; la tramvia urbana Ponte della Musica; l’ammodernamento della metro e la nuova metro leggera; nuovi treni per le ferrovie laziali; potenziamento del collegamento veloce con Fiumicino”.

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