Mobilità docenti, dopo 18 anni l’Italia si adegua all’UE sulla valutazione del servizio svolto

(Teleborsa) – Con 18 anni di ritardo, anche l’Italia recepisce la direttiva dell’Unione Europea sulla equiparazione del servizio pre-ruolo a quello svolto da chi ha sottoscritto il contratto a tempo indeterminato. Ciò varrà anche per chi ha svolto servizio sui posti di sostegno, ai fini del vincolo quinquennale. E’ quanto viene stabilito in un accordo politico raggiunto tra amministrazione e sindacati rappresentativi.

Il sindacato della scuola Anief spiega che ora, l’intesa dovrà tradursi in un contratto articolato da sottoscrivere entro il mese di gennaio, con effetti pratici ai fini della mobilità dei docenti 1° settembre 2017. Approvate anche importanti novità sulle percentuali dei posti vacanti da assegnare al personale precario. L’intesa, tuttavia, non tiene conto dei docenti che svolgono servizio negli istituti paritari, continuando a considerarli dei lavoratori di serie B. 

“Una mancanza particolarmente grave”, secondo Marcello Pacifico Presidente Anief e segretario confederale Cisal.

“Noi avevamo lanciato i primi ricorsi sull’equiparazione delle supplenze svolte negli istituti paritari già nel 2010, denunciando la violazione del principio di non discriminazione. Per tutti questi docenti, quindi, toccherà ancora una volta rivolgersi al giudice per vedersi considerare un loro pieno diritto: noi staremo, ancora una volta, al loro fianco.

 

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