Lavoro, la Riviera Romagnola senza stagionali: “Oltre mille posti vacanti”

Servono bagnini, camerieri, addetti alle pulizie ma anche cuochi e cubiste per la stagione estiva

In Riviera Romagnola ci sono oltre mille posti di lavoro vacanti e pochissimi candidati. Da Marina di Ravenna a Cattolica, gli operatori sono entusiasti dell’afflusso di turisti ma gli albergatori si lamentano: “Manca personale ovunque”.

Per la stagione estiva servono bagnini, camerieri, addetti alle pulizie. I problemi? La burocrazia, la cancellazione dei voucher, la preferenza dei ragazzi a cercare lavori estivi all’estero.

PERSONALE CERCASI – “I numeri sono molto approssimativi, attendiamo stime precise – ha spiegato Simone Battistoni, responsabile regionale del Sindacato italiano bagnini, al Corriere di Bologna – Per ora possiamo parlare di 1000 posti vacanti nella riviera di Rimini e nel complesso di qualche centinaio nella provincia di Forlì–Cesena e Ravenna”.
A mancare non sono solo i bagnini: a registrare un’emorragia di lavoratori stagionali sono in particolare le strutture alberghiere, dove mancano gli addetti alle pulizie, camerieri ai piani, aiuto cuoco. L’Aia, l’associazione italiana albergatori di Rimini, rileva, anche qui però le stime sono approssimative, una posizione scoperta in ciascuno degli alberghi associati: circa 1000 nella provincia. Un ammanco che con il boom di arrivi rischia di diventare critico per la buona riuscita della stagione balneare.

LE CAUSE – Le associazioni di categoria, cooperative dei bagnini e Silb (sindacato dei locali da ballo) puntano il dito contro le istituzioni e l’abolizione dei voucher. A loro detta, l’effetto del dl approvato dal Senato il 17 marzo scorso, impedirebbe di assumere in maniera snella i lavoratori stagionali. “L’abrogazione dei voucher danneggia sia i proprietari di discoteche e pub che faticano ad assumere stagionali e lavoratori occasionali in snellezza — spiega Gianni Indino, presidente del Silb —. Lavorare in questi locali in Riviera è un’occasione per formarsi, è un peccato che le cose stiano così”.
Gli operatori alberghieri lamentano invece l’assenza di personale capace e competente e lo scarsissimo afflusso di aspiranti stagionali ai colloqui conoscitivi.

I GIOVANI VANNO ALL’ESTERO – Per la Cgil di Rimini,  ora i giovani preferiscono valutare la possibilità si trasferirsi all’estero per la stagione estiva, perché il lavoro stagionale garantirebbe più diritti e così perlomeno avrebbero la possibilità di apprendere una nuova lingua da investire una volta tornati in Italia. I lavoratori stagionali lamentano spesso di essere sottopagati, di lavorare a volte anche 10 o 12 ore al giorno, spesso senza giorno libero.

Lavoro, la Riviera Romagnola senza stagionali: “Oltre mille posti vacanti”
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