Lavoro: i dipendenti pubblici? Più “cagionevoli” di quelli privati

Uno su due, tra i privati invece uno su tre ma le assenze durano mediamente meno

(Teleborsa)E’ proprio vero che quando c’è la salute, c’è tutto. Andatelo a dire ai dipendenti pubblici che sembrerebbero più cagionevoli di salute rispetto ai loro colleghi nel settore privato. Circa un dipendente su due nel pubblico impiego nel corso del 2015 ha, infatti, registrato un’ assenza per malattia, poco più di uno su tre invece nel settore privato.

A rivelarlo un’analisi della Cgia di Mestre sulla base dei dati Inps estratti dall’Osservatorio sulla certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici dell’Inps, avviato nel 2011: numeri alla mano, nel settore pubblico le assenze riconducibili a motivi di salute riguardano il 57% degli occupati, nel privato il 38%.

MA LE ASSENZE DURANO MENO – La durata media annua dell’assenza per malattia dal luogo di lavoro è, però, leggermente superiore nel privato (18,4 giorni) che nel pubblico (17,6 giorni)

A PENSAR MALE… – Pur avendo lo stesso andamento in entrambi i settori, gli eventi di malattia per classe di durata, presentano uno scostamento “sospetto” nel primo giorno di assenza. Se, infatti, nel pubblico costituiscono il 25,7 per cento delle assenze totali, nel privato si riducono di oltre la metà: 12,1 per cento.

SI FA PECCATO – Quelle da 2 a 3 giorni, invece, si avvicinano (32,1 per cento del totale nel privato e 36,5 per cento nel pubblico), mentre tra i 4 e i 5 giorni di assenza avviene il “sorpasso”; 23,4 per cento nel privato contro il 18,2 per cento del pubblico. Altrettanto interessante è il risultato che emerge dall’elaborazione relativa agli eventi di malattia per regione.

MA SPESSO CI SI INDOVINA – Tra il 2012 e il 2015, in tutte le regioni d’Italia sono in aumento le assenze nel pubblico (dato medio nazionale pari a +11,9 per cento), con punte che superano il 20 per cento in Umbria e Molise.

CALO NEL PRIVATO –  Nel privato, invece, in ben 9 realtà territoriali si registra un calo: in Calabria e in Sicilia addirittura del 6 per cento.

E se i dipendenti pubblici sono più cagionevoli al Sud (62%), al Nord la situazione si ribalta: si è registrato qui il 57% delle 9 milioni di assenze nel settore privato.

“E’ evidente – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – che non abbiamo alcun elemento per affermare che dietro questi numeri si nascondano forme più o meno velate di assenteismo. Tuttavia qualche sospetto c’è. Se in Calabria, ad esempio, tra il 2012 e il 2015 le assenze per malattia nel settore pubblico sono aumentate del 14,6 per cento, mentre nel privato sono scese del 6,2 per cento, è difficile sostenere che ciò si sia verificato perché i dipendenti pubblici di quella regione sono più cagionevoli dei conterranei che lavorano nel privato”.

C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione: nelle statitiche, infatti, non sono riportate le assenze riferite alla gravidanza, alle disposizioni previste dalla legge n° 104/1992 (assistenza disabili) e alla donazione del sangue.

“Se fosse stato possibile includere anche le assenze ascrivibili alle fattispecie appena elencate – dichiara il Segretario della CGIA Renato Mason – probabilmente lo scarto tra pubblico e privato sarebbe aumentato notevolmente, facendo impennare il numero di quelle ascrivibili ai dipendenti pubblici”.

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