Lavoro, cresce sempre di più la presenza degli stranieri in Italia: +9,1% di occupati indipendenti nell’ultimo anno 

Ritmo quasi doppio della media UE (+4,7%). 

(Teleborsa)Una presenza consistente e sempre in crescita quella degli stranieri nel mercato del lavoro  con l’Italia che occupa una posizione primaria nell’Unione europea per presenza di lavoratori indipendenti stranieri: nel 2016, infatti,  il mercato del lavoro italiano conta 302.400 lavoratori indipendenti stranieri, terzo Paese dell’Unione dietro al Regno unito (523.200 unità) e alla Germania (442.500) e davanti a Spagna (281.400) e Francia (193.500). Nell’ultimo anno l’occupazione indipendente straniera nell’UE a 28 cresce del 4,7%; in particolare, si osserva un ritmo di crescita più elevato in Francia (+17,4%), nel Regno Unito (+9,7%) e in Italia (+9,1%); si osserva un aumento a ritmo più contenuto in Germania (+3,2%), mentre in Spagna diminuiscono (-5,4%) i lavoratori indipendenti stranieri.
LA SPINTA “EXTRA“- A determinare la crescita degli occupati indipendenti stranieri  in Italia– pari a +25.200 unità – la spinta che viene dagli stranieri extra UE (+27.400 unità, pari al +14,1%) mentre si riducono leggermente gli stranieri UE (-2.200 unità pari al -2,2%).
CHI SALE E CHI SCENDE – In Italia la crescita dei lavoratori indipendenti stranieri si associa ad un calo dell’1,3% di quelli italiani; la combinazione dei due andamenti determina un calo degli occupati indipendenti dello 0,7%.

A livello più generale, in dieci anni la quota degli occupati indipendenti stranieri è aumentata di quasi tre punti passando dal 3,4% del 2006 al 6,3% del 2016; in particolare nei dieci anni presi in esame gli stranieri extra UE passano dal 2,5% del totale degli indipendenti registrato nel 2006 al 4,6% del 2016.

COSTRUZIONI E COMMERCIO AL TOP – L’analisi dei dati sulle imprese attive per settore evidenzia che al primo trimestre 2017 la quota delle imprese straniere sul totale delle imprese è del 10,1%, con valori maggiori nelle Costruzioni (16,9%) e nel Commercio (14,3%); seguono con quote inferiori alla media il Manifatturiero (8,6%) e i Servizi non commerciali (7,6%). Nei primi dieci settori – che coprono l’82,6% del totale delle imprese straniere – l’incidenza più elevata la riscontriamo nell’Abbigliamento con il 33,1%, Attività di supporto per le funzioni d’ufficio e Lavori di costruzione specializzati con il 21,6%, seguiti da Attività di servizi per edifici e paesaggio con il 20,0% e Commercio al dettaglio con il 19,8%.Valori più contenuti, invece, riguardano le attività dei servizi di ristorazione con 11,4%.

Lavoro, cresce sempre di più la presenza degli stranieri in Italia: +9,1% di occupati indipendenti nell’ultimo anno 
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