Lavoro, Boeri punta al “salario minimo legale per tutti”

(Teleborsa) – In Italia c’è la necessità di un salario minimo orario. E’ così che la pensa Tito Boeri, Presidente dell’INPS che lo ha detto in occasione di un convegno all’AREL – Agenzia di Ricerche e Legislazione.

“L’attuale sistema contrattuale su due livelli – ha spiegato Boeri – non funziona. Il salario minimo orario legale che varrebbe per tutti invece potrebbe arrivare “là dove le maglie della contrattazione non siano in grado di evitare che le persone vadano sotto alcuni livelli”. Soltanto in cinque Paesi europei, oltre all’Italia, non è previsto un salario minimo. Si tratta di Danimarca,Cipro, Austria, Finlandia e Svezia.

Secondo il presidente dell’INPS “Abbiamo dei profili salariali che gridano vendetta, si pagano le anzianità e non le competenze: è paradossale che questo tema sia stato depennato”.

Boeri non ha rinunciato a una stoccata verso i sindacati. “In Italia – ha spiegato c’è un problema di bassa occupazione giovanile e un problema femminile per le disuguaglianze di genere” ma “quando propongono, i sindacati lo fanno sul sistema pensionistico e non sul mercato del lavoro. E’ paradossale, i problemi vanno affrontati dove nascono. “Se risolviamo i problemi del mercato del lavoro – ha aggiunto Boeri – risolviamo anche il problema del sistema pensionistico. E’ fondamentale avere un regime contrattuale in grado di incoraggiare le assunzioni dove ci siano le opportunità di lavoro a maggiore produttività e dall’altro lato. Nel caso di mansioni a più bassa produttività la contrattazione deve poter “giocare sui salari: un meccanismo per evitare eventuali licenziamenti. Non si chiede la liberalizzazione della contrattazione ma si richiedono assetti contrattuali più’ realistici in un Paese che è eterogeneo”.

Lavoro, Boeri punta al “salario minimo legale per tutti”
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