La virata di Renzi: addio Voucher per scongiurare il referendum

Referendum a maggio, ma è in arrivo un decreto legge per evitare il voto

I referendum su voucher e appalti promossi dalla Cgil si terranno il prossimo 28 maggio? La data c’è, ma il punto interrogativo è rigorosamente d’obbligo. Nessuna certezza, infatti, sul fatto che la consultazione si farà. Anzi, gli spifferi che arrivano direttamente dalla maggioranza fanno sapere che è “probabile” che il Consiglio dei ministri approvi nella riunione di venerdì prossimo un decreto “per superare” i quesiti referendari proposti dalla Cgil.

L’intento, del governo in carica e più ancora di Matteo Renzi, è quello di disinnescare la mina referendum che rischierebbe di determinare un’altra sonora sconfitta per l’ex premier azzoppandolo ulteriormente.

Allora ecco servito il decreto-ghigliottina, che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è affrettato a mettere in cantiere. E questo nonostante nella conferenza stampa di fine anno il premier allora appena insediato, pur preannunciando modifiche, difendeva la filosofia dei voucher. “Non sono il virus che semina il lavoro nero, la madre di tutti i problemi e guai del mercato del lavoro”, dice quel 29 dicembre. Adesso non c’è tempo da perdere.

Il decreto va adottato in fretta in Consiglio dei ministri (forse già venerdì) per condurre la Cassazione alla cancellazione del referendum.

LA SFIDA DI GENTILONI – “Abbiamo la sfida di correggere nei prossimi giorni le norme che saranno oggetto del referendum che abbiamo convocato. Il capogruppo Rosato organizzerà anche i modi nei quali nel gruppo discuteremo di come affrontare la tematica»: lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel corso dell’ assemblea Pd alla Camera, aprendo così uno spiraglio alla possibilità che sia proprio il governo a intervenire, mettendo la freccia per superare i referendum della Cgil sui voucher e sugli appalti fissati, appunto, per il 28 maggio.

USO, NON ABUSO – L’abuso dei voucher, è, ormai, cosa certificata. Una vera e propria esplosione negli ultimi due anni, con un 2016 da record da oltre 133 milioni di buoni lavoro da 10 euro utilizzati. Troppi, per non destare più di qualche sospetto. Per questo, intanto, anche il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano del Pd, lavora ad “un testo che non è solo una riverniciatura”. Si torna a definire i voucher come destinati solo a ‘lavori occasionali’ cioè lavoretti. E’ un abbattimento secco di quello che può essere l’abuso. Non è un maquillage legislativo. Limita l’uso solo all’impresa senza dipendenti.Se il monte voucher utilizzati era in buona parte in capo alle aziende di grandi dimensioni, quelle aziende non potranno più utilizzarli. E neanche la Pubblica amministrazione potrà farlo, se non per attività residuali”, sottolinea ai microfoni di RaiNews24.

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