Istat, meno disuguaglianze ma aumenta il rischio povertà per i giovani

(Teleborsa) – Diminuisce la disuguaglianza nel 2016 grazie all’intervento pubblico, ma parecchie categorie restano escluse. Lo rileva l’Istat, secondo cui le misure di politica fiscale hanno determinato una riduzione dell’indice Gini di 15,1 punti.

L’indicatore, che quantifica la disparità nella distribuzione personale del reddito (da un massimo di 100 ad un minimo di 0 punti), è calato a 30,1 dopo trasferimenti e prelievi dai 45,2 punti misurati sul reddito primario. L’effetto delle misure fiscali dirette è maggiore rispetto a quelle indirette (-10,8 vs -4,3 punti).

Il principale strumento di redistribuzione è costituito dalle pensioni previdenziali (invalidità, vecchiaia, superstiti), mentre il mix di politiche del periodo 2014-2016 hanno abbassato l’indice dal 30,4 al 30,1, riducendo il rischio povertà dal 19,2 al 18,4%. Complessivamente, le misure redistributive nel 2016 hanno migliorato la posizione del 56,6% degli individui con redditi familiari di mercato nulli o molto bassi.

Tuttavia l’Istat nota che parallelamente c’è stato un peggioramento del 49,6% delle famiglie con redditi medio-bassi, a causa dell’aumentato prelievo.
Egualmente penalizzati dal sistema di tasse e benefici sono apparsi i giovani dai 15 ai 24 e dai 25 ai 34 anni, che hanno visto aumentare il rischio di povertà dal 19,7 al 25,3% e dal 17,9 al 20,2%, rispettivamente. Sono le fasce meno tutelate, assieme ai monogenitori e alle coppie con figli minori.

Istat, meno disuguaglianze ma aumenta il rischio povertà per i giovani
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