Inps, crollano i contratti stabili: -91,1% nel 2016. Rallenta il boom dei voucher

I tempi determinati trainano le assunzioni

(Teleborsa) I numeri, si sa, non sbagliano mai e sicuramente non fanno sconti. Ce n’è uno, impietoso, che più di tutti certifica un vero e proprio tracollo: esaurita la spinta degli sgravi ad assumere è venuta meno anche la corsa all’apertura di contratti stabili incentivati nel 2015.

2016, ANNUS HORRIBILIS PER I CONTRATTI STABILI – L’ anno scorso il saldo tra aperture e chiusure di contratti a tempo indeterminato è stato positivo per poco più di 80mila unità, con un tracollo dalle oltre 930mila dell’anno prima.Questa la fotografia scattata dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps

I TEMPI DETERMINATI TRAINANO LE ASSUNZIONI Se i contratti a tempo indeterminato registrano un crollo, complessivamente il numero di contratti attivi resta in crescita con i tempi determinati a far da traino alle assunzioni. Alla fine del 2016 nel settore privato si è registrato un aumento di 340mila contratti. Un numero non certamente da bottiglia di champagne visto che sono poco più della metà di quelli registrati nel 2015 (627.569). L’Inps spiega il risultato, comunque a segno più: “È imputabile prevalentemente al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo determinato, il cui saldo annualizzato, pari a +222.000, ha significativamente recuperato la contrazione registrata nel 2015 (-253.000), indotta dall’elevato numero di trasformazioni in contratti a tempo indeterminato”.

Licenziamenti in calo -Lieve flessione per i licenziamenti (-3,1%). Se nel 2014 e nel 2015 il tasso di disoccupazione è stato pari, rispettivamente, al 6,5% e al 6,1%, l’anno scorso è sceso sotto il 6%, attestandosi a 5,9 per cento.
Secondo l’Inps ci sono meno rischi di perdere il posto di lavoro: “Il tasso di licenziamento (calcolato rispetto all’occupazione esposta al rischio ad inizio anno) per tutto il 2016 (5,9%) risulta inferiore rispetto a quello corrispondente del 2015 (6,1%) e del 2014 (6,5%)”. Si conferma il balzo dei licenziamenti per giusta causa, passati da 59 a 74mila, ma per l’Istituto non è da collegare alle modifiche sull’articolo 18 quanto piuttosto alle nuove discipline delle dimissioni online

Rallenta la corsa dei voucher -A gennaio di quest’anno le vendite dei voucher, pari 8,9 milioni (valore nominale di 10 euro) si sono stabilizzate su livelli analoghi a quelli di gennaio 2016 (8,5 milioni), “con un modesto incremento” del 3,9%. L’Inps spiega che “la forte flessione nella crescita, sempre più marcata a partire da ottobre 2016, può riflettere anche gli effetti del decreto legislativo con cui sono stati introdotti obblighi di comunicazione preventiva in merito all’orario di svolgimento della prestazione lavorativa”.

Inps, crollano i contratti stabili: -91,1% nel 2016. Rallenta il boom dei voucher
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