Inabili e furbetti della 104: è boom di lavoratori imboscati

Cresce il numero dei dipendenti "pagato per non lavorare" a causa di problemi fisici e familiari

Migliaia di dipendenti pubblici inabili al lavoro per i quali sono stati assunti, grazie a certificati e permessi, per problemi fisici e familiari. In Italia è boom di lavoratori imboscati, come rivela una ricerca Cergas-Bocconi riportata da Repubblica.

L’inchiesta cita la strana coincidenza di 270 netturbini che a Palermo hanno esibito un certificato medico che gli vieta di spazzare le strade, della metà del personale sanitario che in Calabria si fa trasferire dietro una scrivania e del 50% di addetti della Protezone Civile che lavorano al centralino. Ci sono esempi di imboscati anche al Centro e al Nord. A Como operai assunti dal Comune sono diventati di colpo impiegati. A Pescara 50 infermieri e operatori socio-sanitari svolgono mansioni solo amministrative. A Firenze il 40% dei vigili urbani passa più tempo in ufficio che in strada.

RUOLI VIETATI NELLA SANITA’ – Complessivamente, è riuscito a farsi riconoscere una serie di limitazioni al lavoro circa il 12% dei dipendenti della sanità pubblica: un esercito di 80mila lavoratori, per lo più donne, ha una serie di limitazioni alla propria idoneità sul lavoro, con picchi del 24% tra gli operatori socio-sanitari e del 15% tra gli infermieri.
La metà di questi 80mila inidonei, peraltro, non può sollevare pazienti e trasportare carichi troppo pesanti; un altro 13% non può lavorare in piedi, il 12% di notte.

FURBETTI DELLA LEGGE 104 – Il record degli inabili al lavoro è soprattutto al Sud, dove i diritti dei lavoratori a colpi di permessi e autorizzazioni sfiorano nel pubblico impiego quasi l’abuso. A livello nazionale un caso è la legge 104 che consente ai lavoratori tutti di godere di giornate libere se disabili o se con familiari stretti gravemente malati: se ne avvale il 13% dei dipendenti pubblici, il 3,3% nel settore privato. In tanti ne approfittano, grazie ad accertamenti medici superficiali: secondo l’Inps, negli ultimi cinque anni gli accessi alla legge, per la propria disabilità e per quella dei familiari, sono cresciuti rispettivamente del 22,5 e del 34 per cento.

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