In Giappone si muore di troppo lavoro. Il fenomeno “karoshi”

I familiari di un lavoratore vittima di karoshi ricevono dallo Stato circa 20mila dollari all'anno, insieme a una somma da parte dell'azienda che può arrivare fino a 1,6 milioni di dollari

Si chiama karoshi, letteralmente, “morte dovuta al sovraccarico di lavoro” una vera e propria minaccia per i lavoratori giapponesi, spesso costretti a sacrificare nottate e vita privata ad orari di lavoro impossibili.

In Giappone quasi una compagnia su quattro (23%) ha dei dipendenti che lavorano più di 80 ore di straordinario al mese. Allo stress da lavoro eccessivo si riconducono problemi di cuore, infarti ed esaurimenti nervosi: nel 2015 i lavoratori che si sono suicidati o sono morti per problemi di cuore o di respirazione causati dal lavoro eccessivo hanno raggiunto la cifra record di 2.310.

CHI SONO I DIPENDENTI A RISCHIO – I dipendenti più a rischio karoshi sono quelli che operano nel settore della comunicazione, seguiti da quelli impiegati nell’ambito della ricerca e della tecnologia e da coloro che si occupano di trasporti.

LO STRAORDINARIO È D’OBBLIGO – In un ufficio giapponese, il lavoro straordinario è sempre lì, quasi come se fosse parte dell’orario di lavoro normale. Nessuno lo impone, ma i lavoratori lo vivono come se fosse obbligatorio. Se dunque la settimana lavorativa di base ammonta a 40 ore, molti lavoratori restano diverse ore in più a disposizione e chiedono di non conteggiare quel tempo come straordinari, per paura di una valutazione negativa da parte dei superiori.

BENEFICI PER I FAMIGLIARI – In questa situazione, la “morte da superlavoro” è stata quindi ufficialmente riconosciuta. Una volta che una morte viene classificata come dovuta al karoshi, la famiglia della vittima ha diritto automaticamente a un sistema di benefici. I familiari di un lavoratore vittima di karoshi ricevono dallo Stato circa 20mila dollari all’anno, insieme a una somma da parte dell’azienda che può arrivare fino a 1,6 milioni di dollari.

COSA PREVEDE LA LEGGE – La legge anti-karoshi prevede che il governo centrale, così come quelli locali, facciano di tutto per limitare il fenomeno. Il Giappone si è prefissato di abbassare la soglia dei lavoratori che svolgono più di 60 ore di straordinario a settimana al 5% della forza lavoro. Il secondo obiettivo è far sì che tutti i lavoratori consumino almeno il 70% delle proprie ferie pagate entro il 2020.

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