Imprese: oltre 279 mila nate nel 2015.  Al Sud il tasso più alto

Ma il saldo demografico è ancora in rosso: le morti di nuove imprese superano ancora le nascite nel 2015

(Teleborsa)Con la crisi che, ormai da anni, fa la parte del leone, sono ancora dati in chiaroscuro quelli che riguardano le imprese in Italia per una fotografia fatta di luci e ombre.

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE – Per il sesto anno consecutivo, le morti di nuove imprese superano ancora le nascite nel 2015, nonostante si registri un incremento costante del tasso di natalità dal 2010, in particolare nel Mezzogiorno. .

Lo rivela l’Istat in un indagine sulla demografia d’impresa, secondo cui il tasso netto di turnover si è conservato al -1,6% (pari a quello del 2014). Sia le aziende nate che quelle cessate risultano in aumento dello 0,2%: le prime sono state 279 mila – quasi 5mila in più rispetto al 2014 – con un tasso di natalità del 7,3%, mentre le seconde si sono attestate a circa 340 mila, con un tasso di mortalità pari all’8,9%.

Nuove imprese soprattutto al Centro – Al Centro Italia la natalità delle imprese passa dal 7,5 al 7,7% tra 2012 e 2013. Nel Sud-isole e al Nord-est l’incremento è minore, rispettivamente dall’8,4 all’8,5% e dal 5,6 al 5,7%. Il Nord-ovest presenta lo stesso valore del 2012 (6,2%).  A livello regionale gli aumenti più significativi si registrano in Molise, Lazio e nella provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia e Calabria, Umbria, Sicilia e Sardegna. La natalità è in leggero calo in Valle d’Aosta, Piemonte e nella provincia autonoma di Bolzano.

Si riduce la sopravvivenza delle imprese in tutti i settori di attività – Il tasso di sopravvivenza delle imprese a un anno dalla nascita è pari al 76,1%, in diminuzione dall’81,1% registrato nel 2012. Il calo riguarda tutti i comparti, ma è più marcato negli Altri Servizi (sopravvive ad un anno il 73,9% delle imprese nate nel 2012 rispetto all’80,8% di quelle nate nel 2011). Seguono le Costruzioni (74,1% rispetto a 79,0%), l’Industria in senso stretto (84,5% rispetto a 86,9%) e il Commercio (78,7% rispetto a 81,1%).

A tre anni di vita, le imprese quasi raddoppiano il numero dei loro occupati – A 36 mesi dalla nascita, le imprese nate nel 2010 occupano circa 382 mila addetti, contro i 374 mila che le stesse assorbivano nell’anno di nascita. Ciò determina una crescita di occupazione del 2%. Ponendo uguale a 100% l’occupazione totale registrata nel 2010 nella coorte di imprese nate in quell’anno, si nota che le imprese operanti nell’Industria in senso stretto e ancora attive nel 2013 presentano per tale anno un indice pari a 136%. Questo valore può essere scisso in due componenti: gli occupati presenti alla nascita mantenuti dalle sopravvissute (pari a 71%) e quelli assunti in seguito al loro sviluppo, ossia la creazione di nuovi posti di lavoro (pari a 65%). Le imprese nate nel 2010 e ancora in vita hanno dunque quasi raddoppiato il numero degli occupati.

Nascite e cessazioni d’impresa coinvolgono più di 800 mila posti di lavoro – L’impatto della natalità e della mortalità delle imprese sulla dinamica occupazionale è reso evidente dal tasso lordo di turnover occupazionale, ossia dal rapporto tra il totale di posti di lavoro coinvolti nelle nascite e cessazioni di impresa e il numero di imprese. Nel 2013 questo tasso è al 5,4% a livello nazionale (stabile rispetto al 2012), e corrisponde a circa 813 mila posti di lavoro.

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