I quarantenni rendono di più se lavorano solo 3 giorni a settimana

Il lavoro a 40 anni è perfetto se svolto solo tre volte alla settimana. L'ha dimostrato una ricerca giapponese condotta dal professor Colin McKenzie

Il lavoro a 40 anni? Meglio se svolto solo tre giorni alla settimana. Uno studio giapponese di recente ha rivelato che uomini e donne sono molto più produttivi se lavorano solamente in questo preciso lasso di tempo. Meno si lavora e più si produce: è questo il vero motto. La settimana in ufficio dovrebbe ridursi drasticamente a 25 ore. L’opinione pubblica si divide: da un parte vi sono gli scettici e dall’altra quelli che iniziano a pensare che la ricerca abbia in fin dei conti la sua validità.

Ma perchè, secondo lo studio giapponese, il lavoro a 40 anni dovrebbe concentrasi in soli tre giorni della settimana? E’ stato scientificamente dimostrato che le funzioni cognitive delle persone over 40, dopo numerose ore lavorative calino di livello. Insomma lavorare molto non farebbe assolutamente bene alla salute, per questo viene suggerita una nuovissima forma di part-time. E’ il Times di Londra a riferire come è avvenuta la ricerca. Lo studio si è svolto in Australia, dove è stato analizzato un campione di 3 mila uomini e di 3500 donne al di sopra dei 40 anni.

A tutti i partecipanti si è chiesto di svolgere sotto pressione una serie di test. E’ emerso un aspetto molto interessante inerente il lavoro a 40 anni: quelli che hanno lavorato solamente 25 ore alla settimana hanno ottenuto il punteggio più alto. I disoccupati che appunto non hanno proprio lavorato, hanno ottenuto punteggi dal 15 al 25 per cento più bassi. Ed ancora quelli che hanno lavorato 40 ore alla settimana hanno ottenuto un punteggio leggermente più basso. E dulcis in fundo: quelli che hanno lavorato più di 40 ore alla settimana hanno ottenuto un punteggio peggiore rispetto a quello dei disoccupati.

Quale è dunque la conclusione a cui è giunta la ricerca giapponese? Che fa male al cervello sia lavorare troppo sia non lavorare proprio. Il professor Colin McKenzie, docente di economia alla Keio University, ha affermato che il lavoro può rivelarsi una spada a doppio taglio: da un lato stimola l’attività cerebrale, ma al tempo stesso può causare fatica e stress, che potenzialmente fanno peggiorare le funzioni cognitive. Secondo quanto detto il lavoro a 40 anni dà il massimo dei risultati solo se si riesce a mantenere il massimo delle capacità conoscitive. Per questo ben venga un impiego che si svolga in soli tre giorni alla settimana. E chissà che questa non sia la soluzione del futuro.

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