I giovani abbandonano l’Italia in cerca di lavoro, in fuga anche dalle regioni del Nord

Secondo il rapporto Fondazione Migrantes, in 10 anni 4,8 milioni di persone hanno lasciato il nostro Paese

(Teleborsa) – L’Italia non è un Paese per giovani. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes, che scatta l’ennesima fotografia alle macerie di una crisi che ha colpito e continua a colpire soprattutto i giovani, costretti a cercare fortuna altrove. Il quadro è ancora più a tinte fosche, se è vero che mentre un tempo gli emigranti erano soprattutto persone del sud, oggi la crisi ha colpito anche regioni storicamente ricche e motori economici del nostro Paese, come Lombardia e Veneto. A testimonianza di quanto sia sempre più livellata al ribasso la situazione lavorativa nel sistema paese.

Numeri alla mano, in dieci anni hanno lasciato l’Italia 4,8 milioni di persone (erano 3 milioni nel 2006), sparsi prevalentemente tra UK, Germania, Francia e Svizzera. Ma il dato che più fa male, è constatare come la fascia tra i 18 e i 34 anni sia la più rappresentata, pari al 36,7%. Complessivamente, sono 107.529 gli italiani espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero sono state 6.232 persone in più: un incremento pari al 6,2%.

Dallo studio emerge che la meta preferita è la Germania, dove sono arrivati 16.568 italiani, seguita a breve distanza dal Regno Unito, che ha accolto 16.503 italiani. Più distaccate Svizzera (11.441) e Francia (10.728). Rimane dunque l’Europa la destinazione preferita, con il 69% delle preferenze, mentre solo un 30% vola oltreoceano, con un netto calo verso l’America meridionale (-15%).

“Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi – prosegue il rapporto – si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese”. La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto per numero di espatri, seguita dal Veneto (10.374). Scende al terzo posto la Sicilia (9.823), seconda nel 2014. Al quarto posto il Lazio (8.436), poi Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644).

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