Con la “Buona Scuola” addio titolarità su istituto

(Teleborsa) – La promessa del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, fatta ai sindacati, di voler superare gli errori della Legge 107/2015 con la contrattazione, non può riguardare la mobilità su ambito territoriale, che costringe il personale docente a muoversi ogni tre anni, attraverso la chiamata diretta del dirigente scolastico, senza avere più possibilità di avere la titolarità su sede scolastica: è fondamentale provvedere con celerità a introdurre un provvedimento legislativo di cancellazione di quella norma – il comma 73 della “Buona Scuola” – altrimenti tutte le assunzioni venture saranno effettuate con queste nuove modalità fino a sostituire integralmente, tra alcuni anni, i titolari su sede con quelli su ambito: diventando, così, dei docenti di ruolo con sede mutevole e, pertanto, di fatto precari di ruolo.

“Se non si procede all’eliminazione di quel comma, il docente italiano diventerebbe un lavoratore ‘transumante’, con la valigia sempre pronta a spostarsi di scuola, ma anche di provincia e pure di regione in mancanza di posti liberi della propria classe di concorso – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – . Inoltre, la precarizzazione del personale docente rischia anche di tradursi in mancata continuità didattica agli alunni che, con cadenza triennale, potrebbero veder rinnovare il proprio corpo docente. Il Governo non ha altra scelta che rendersi parte attiva per avviare un processo normativo di abrogazione del dispositivo che ha già fatto troppi danni: altrimenti, l’ultima parola dovrà passare ancora una volta per le aule dei tribunali”.

Con la “Buona Scuola” addio titolarità su istituto
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