Chi studia all’estero ha voti più alti e più successo nel lavoro

Chi ha viaggiato all’estero per motivi di studio ha ottenuto risultati migliori all’università e un lavoro soddisfacente

Studiare all’estero conviene. È un’esperienza utile non solo per la carriera scolastica ma anche per l’approccio al mondo del lavoro e dei rapporti personali. Anche perché la scuola italiana è ancora troppo poco internazionale.
I dati dell’ottavo rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, presentati dalla Fondazione Intercultura, lasciano pochi dubbi in merito.

NON SOLO LAUREA, BENE ANCHE IL LAVORO – L’84 per cento di coloro che hanno partecipato a un periodo di studio all’estero sono oggi laureati. Molti di loro hanno preferito facoltà linguistiche o di studi economico giuridico. Tra i laureati ben il 34% ha scelto di conseguire il titolo di studio terziario all’estero. Dopo il titolo di studio bene anche l’approccio al lavoro. Il tasso di disoccupazione complessivo tra coloro che hanno studiato all’estero, si attesta sul 9 per cento. Guardando tra questi ai soli under 30 il tasso è pari al 16 per cento mentre è ben del 24% tra i laureati in Italia. Da un punto di vista strettamente personale, il 41 per cento degli intervistati si sente più maturo e con una maggior consapevolezza di sé.

TAGLI AL BUDGET DELLE SCUOLE – Nonostante i dati raccolti non lascino dubbi sull’importanza dell’esperienza dello studio all’estero le scuole segnano a tal proposito un’inversione di tendenza. Solo il 57 per cento delle scuole riesce a organizzare, nel corso dei cinque anni, un viaggio studio all’estero. Tra le prima cause di questa “rinuncia” la perdurante crisi economica e i tagli al budget delle scuole. Anche i semplici stage di studio all’estero segnano una battuta d’arresto. In calo, dal 69% di due anni fa al 64% di oggi. A livello geografico le scuole più attive sono quelle del Nord Est, fanalini di coda quelle del Mezzogiorno.

ITALIA POCO ATTRAENTE – Infine, un dato sconfortante. Se da un lato cresce il numero degli studenti italiani che preferiscono passare un periodo di studio all’estero, diminuiscono gli  stranieri che scelgono il nostro paese per fare la loro esperienza. Il calo è significativo: si è passati dai 3200 di due anni fa agli appena 2800 di quest’anno.

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