Busta paga: come leggerla

Vediamo come si legge la busta paga, il prospetto consegnato mensilmente ai lavoratori

La busta paga contiene i calcoli che permettono di determinare la retribuzione netta del lavoratore dipendente.
Per poterla leggere, è opportuno distinguere:

  • gli elementi fissi, presenti cioè nella busta paga di tutti i lavoratori, come il minimo tabellare, gli scatti di anzianità e l’indennità di contingenza;
  • gli elementi accessori, che si trovano solo nella retribuzione di alcuni lavoratori, come i premi di produzione, gli assegni ad personam (superminimi), le indennità, i fringe benefit, il compenso per lavoro straordinario.

Il minimo tabellare, stabilito dai contratti collettivi, ha un importo che varia in base al comparto economico a cui l’azienda appartiene (metalmeccanico, chimico, ecc.) e alla qualifica del lavoratore (operaio generico, caporeparto, ecc.). Ad esso si aggiungono gli scatti di anzianità, ovvero gli incrementi della retribuzione correlati agli anni di lavoro prestati presso la stessa azienda.

Il premio di produzione è un incentivo corrisposto per stimolare l’aumento della produzione, mentre le indennità sono riconosciute a quei lavoratori che prestano servizio in particolari condizioni o come rimborso spese (indennità di cassa, di reperibilità, di trasferta, ecc.).
Per il servizio prestato oltre le “normali” 40 ore settimanali, il lavoratore ha diritto al compenso per lavoro straordinario.

La contrattazione collettiva prevede la corresponsione delle mensilità aggiuntive. La tredicesima viene pagata entro il mese di dicembre e corrisponde a una mensilità in cui non vengono però conteggiate le detrazioni fiscali e l’assegno per il nucleo familiare. Un’ulteriore mensilità, nota con il nome di quattordicesima, è prevista dai contratti collettivi di alcuni settori, come quello bancario ed edile.

Dalla somma di questi elementi si ricava la retribuzione lorda. Deducendo da essa i contributi sociali si ottiene l’imponibile fiscale che fa da base per il calcolo dell’IRPEF.
La retribuzione netta si ottiene sottraendo all’imponibile le ritenute fiscali al netto delle detrazioni per carichi di famiglia e di quelle per reddito di lavoro dipendente e sommando infine l’assegno per il nucleo familiare.

Immagini: Depositphotos

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