Buona Scuola, cade un altro caposaldo: docenti del potenziamento utilizzati come “tappabuchi”

(Teleborsa) – “Le novità imposte dalla Buona Scuola, a poco a poco, stanno cadendo in frantumi: dopo il fallimento della chiamata diretta, con molti dei 29mila docenti neo-assunti assegnati d’ufficio dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) su scuole non richieste e senza la valutazione del curriculum, giungono dagli istituti scolastici sempre più denunce per il pessimo utilizzo di una grossa fetta dei quasi 50mila assunti con l’organico potenziato. Il potenziamento che, in principio, doveva essere uno dei fiori all’occhiello della riforma, si sta sempre più trasformando in un problema da risolvere”. E questa la denuncia il sindacato della scuola Anief.

“Giungono sempre più denunce per il pessimo utilizzo dei docenti introdotti, giustamente, per potenziare la didattica e le attività che identificano ogni scuola: alcuni insegnanti, ad esempio, vengono utilizzati impropriamente per coprire posti di funzioni strumentali e altri di loro, invece, per coprire spezzoni vacanti. Le lamentele non si contano più: ci sono insegnanti ‘potenziatori’ che reclamano la loro professionalità e, invece, si sentono dei ‘tappabuchi’. Altri, ancora, sono chiamati a svolgere mere attività di orientamento o vengono messi a disposizione per 18 ore settimanali o, ancora, affiancati a docenti più esperti nel corso dell’attività didattica, quasi che si trattasse di un proseguimento dell’anno di prova. Non manca un caso paradossale con un insegnante a cui, durante il colloquio con il dirigente scolastico, è stato proposto di fare fotocopie”, spiega il sindacato.

Marcello Pacifico, Presidente Anief, e segretario confederale Cisal spiega: “I diretti interessati hanno preso coscienza di non essere al centro delle attività scolastiche, realizzando l’esatto opposto di quanto indicato nella Legge 107/2015, ovvero che sarebbero dovuti essere individuati su precise indicazioni formative fornite dal collegio dei docenti, incluse nel Piano triennale dell’offerta formativa e chieste agli uffici scolastici regionali, sulla base delle effettive peculiarità di ogni singola scuola. Non è possibile selezionare dei candidati senza aver valutato il loro curriculum, con gli USR che hanno scelto e collocato i docenti in base a chissà quali criteri per dirottarli, invece, a svolgere compiti diversi da quelli iniziali. Non sono rari i casi in cui a finire nel potenziamento sono stati docenti con decenni di servizio e a fine carriera ai quali, pertanto, viene sottratto il compito di competenza di formazione degli alunni per occuparsi dello svolgimento di funzioni poco comprensibili”.

Buona Scuola, cade un altro caposaldo: docenti del potenziamento utilizzati come “tappabuchi”
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