Brexit, immigrati Ue “qualificati e per poco tempo”

A svelare le intenzioni “segrete” del governo di Theresa May è il sito del Guardian online

Pochi immigrati provenienti dall’Unione Europea, ben qualificati professionalmente e per periodi di tempo limitati: è questo uno dei pani del governo inglese da mettere sul tavolo della trattativa per la Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. A svelare le intenzioni “segrete” del governo di Theresa May è il sito del Guardian online, che la sera del 5 settembre ha pubblicato un documento di 82 pagine che svela le proposte per ridurre l’immigrazione europea per il post Brexit.

Il documento, vergato dall’Home Office, elenca una serie di possibili misure. E’ previsto che la libera circolazione dei lavoratori finisca subito dopo l’uscita del Paese dall’Ue, che venga scoraggiato l’ingresso di lavoratori non qualificati con permessi di residenza della durata di massimo due anni e che sia introdotto l’obbligo del passaporto alla frontiera.

Per i lavoratori Ue qualificati sono proposti invece permessi di residenza più lunghi, da 3 fino a 5 anni. Fra le altre potenziali restrizioni, quelle riguardanti i ricongiungimenti familiari, col rischio che molte famiglie siano così divise. Nello stesso documento si precisa però che si tratta solo di proposte, che devono essere approvate dai ministri e “sono soggette ai negoziati con l’Ue”.

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