Art. 18, il referendum non si farà. Via libera a voucher e appalti

Art 18: norma intoccabile o anacronistica?  Per mesi è andato avanti il dibattito sul tema caldissimo dell’articolo 18.  Rimesso al centro della discussione politica dal Jobs Acts che aveva messo la freccia per superarlo, sostituendo il diritto al reintegro con un indennizzo economico in caso di licenziamento senza giusta causa (la riforma si applica ai contratti di lavoro stipulati dopo il 7 marzo 2015 e non riguarda gli statali), è diventato terreno di battaglia sul quale si sono sfidati, a colpi serrati, il fronte dei favorevoli e quello dei contrari.
Italiani ancora una volta spaccati ma non si voterà sull’articolo 18.

“NON S’HA DA FARE” – Un “matrimonio” che non s’ha da fare, per dirlo con una frase di manzoniana memoria.  No al referendum sull’articolo 18, dunque, fulcro dell’iniziativa della CGIL. Sì a quelli sui voucher e sugli appalti. Questo il verdetto attesissimo della Corte Costituzionale, arrivato nella giornata di ieri dopo tre ore di serrata udienza a porte chiuse, chiamata a decidere se dare o meno il via libera ai tre referendum abrogativi, per i quali la Cgil aveva raccolto 3,3 milioni di firme, in materia di lavoro.

Il referendum sull’art. 18, dunque,  è stato dichiarato inammisibile dalla Corte Costituzionale che ha così rimandato al mittente  il quesito  della Cgil che puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre la reintegra per i licenziamenti illegittimi nelle imprese con più di 5 dipendenti.

Camusso rilancia: “Continueremo la nostra battaglia” – Non si fa attendere la reazione di Susanna Camusso, leader della Cgil , pronta a valutare tutte le possibilità, compresa quella di rivolgersi alla Corte europea in materia di normative sui licenziamenti:  “Valuteremo le motivazioni della Corte e la rispettiamo ma siamo convinti che questa battaglia vada continuata, quindi la continueremo nelle forme che la contrattazione e la legge ci permettono. Noi siamo convinti che la libertà dei lavoratori passi attraverso la loro sicurezza e quindi continueremo la nostra iniziativa per ristabilire i diritti”.

I giudici della Consulta, riuniti nella “Sala gialla”,  hanno invece accolto il referendum sulla cancellazione dei voucher, così come quello sulla reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti.  Dopo il via libera,  dunque, la consultazione referendaria, secondo quanto prevede la legge, dovrà svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno. Salvo, però, elezioni anticipate: in questo caso, referendum “congelati” fino all’anno successivo.

Art. 18, il referendum non si farà. Via libera a voucher e appalti
Art. 18, il referendum non si farà. Via libera a voucher e appal...