Alternanza scuola-lavoro: il MIUR improvvisa e si nasconde dietro ai numeri

(Teleborsa) – Il Ministero dell’Istruzione dell’ Università e della Ricerca (MIUR) ha comunicato che “nell’anno scolastico 2015/2016 sono stati oltre 652mila gli studenti delle scuole secondarie di II grado a partecipare a percorsi di alternanza Scuola-Lavoro. Nell’anno scolastico 2014/2015 invece erano 273mila.

Il MIUR ha, inoltre, presentato una serie di progetti che sulla carta puntano alla qualità: tuttavia, le cose stanno diversamente perché vi è un vuoto riguardante pure il piano della sicurezza.

“Dietro ai pomposi numeri sull’alternanza scuola lavoro, presentati oggi al Ministero dell’Istruzione a consuntivo del primo anno di esperienze lavorative così come previsto dalla Legge sulla Buona Scuola ci sono dei problemi irrisolti che necessitano di un celere intervento. In caso contrario, le buone intenzioni, previste dal legislatore per adeguare i nostri ordinamenti scolastici superiori alle realtà formative più floride, rischiano di essere vanificate per fare spazio all’improvvisazione organizzativa”. E’ quanto sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal

“Senza un regolamento-base nazionale – un decreto specifico contenente le regole organizzative degli stage e gli enti accreditati presso la Camera di Commercio – i ragazzi rischiano di essere sfruttati e mal formati”.E’ questa la denuncia di Pacifico che aggiunge: “è un passaggio cruciale e ineludibile. Da lì parte la formazione fuori scuola negli ultimi tre anni delle superiori. Con il regolamento, ci aspettiamo che si preveda un rimborso (anche minimo) a favore degli studenti per l’attività svolta in azienda”.

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