Alitalia, Delrio: “abbiamo ragionato con chiarezza sul futuro”

(Teleborsa) – Giornata cruciale per Alitalia, che riunisce oggi gli stati generali – vertici, soci e autorità pubbliche – per un confronto sulla seconda fase del piano industriale, che aspira a rilanciare la compagnia di nuovo in odore di dissesto finanziario. 

I vertici della compagnia – il vice presidente James Hogan e l’Ad Cramer Ball – si sono incontrati stamattina al Ministero dello Sviluppo Economico con gli altri azionisti Giovanni Castellucci e, per la parte delle banche, Gaetano Miccichè (Intesa Sanpaolo) e Gianni Franco Papa (Unicredit). In qualità di arbitri ed in rappresentanza del governo erano presenti il ministro per lo sviluppo economico (Mise), Carlo Calenda, e quello dei trasporti e infrastrutture, Graziano Delrio.

“L’incontro con il Governo è stato molto buono e questo è molto positivo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Alitalia, Cramer Ball, uscendo dal Ministero dello Sviluppo Economico mentre il vicepresidente di Alitalia, James Hogan, non ha rilasciato dichiarazioni. 
“E’ stata una riunione utile e interessante”, ha detto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, specificando: “abbiamo ragionato con chiarezza sul futuro” anche se “non abbiamo visto nessun piano”.

“Nel corso dell’incontro il governo ha chiesto ad Alitalia di presentare entro le prossime settimane un piano industriale dettagliato condiviso dagli azionisti, dalle banche e dalle istituzioni finanziarie creditrici. Ogni eventuale discussione sui livelli occupazionali sarà affrontata solo in seguito, una volta che sarà finalizzato nei dettagli un piano industriale che definisca il progetto di lungo periodo dell’azienda e il rilancio della stessa”, si legge in una nota del Mise. “E’ stata infine ribadita da parte del governo la disponibilità a sostenere, nell’ambito delle proprie competenze, il piano industriale una volta che esso sarà presentato e condiviso”.

Un paio di giorni prima di Natale, il CdA aveva dato il via libera al secondo atto del piano industriale, dopo che i soci avevano approvato un nuovo finanziamento per tamponare le esigenze di cassa più urgenti della compagnia di volo tricolore, controllata dagli Emirati Arabi. 

Ora le trattative si svolgono in due direzioni: da un lato i colloqui con i sindacati, che verteranno sui nuovi esuberi (si parla di circa 1.600 posizioni), dall’altro il nuovo modello di business, che a quanto pare dovrebbe sdoppiare la compagnia su due tipologie di servizio, il lungo raggio ed il breve-medio raggio (Italia ed Europa), dove potrebbe debuttare anche un nuovo modello low-cost.

Sullo sfondo resta l’amarezza del socio di riferimento, la compagnia emiratina Ethiad, per nulla soddisfatta del risultato della prima fase del piano, che ripropone problematiche ben note e criticità mai risolte. Abu Dhabi ha anche trovato un capro espiatorio nel vice presidente James Hogan, che potrebbe trascinare con sé anche il suo pupillo Cramer Ball.

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