Domicilio digitale al via: le Pa dicono addio alla cassetta postale

La Pubblica Amministrazione accoglie il domicilio digitale con la modifica del decreto Madia: addio alla vecchia cassetta postale

Cassetta postale addio, benvenuto domicilio digitale: è quanto previsto da una correzione del decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione, che sancirebbe un più veloce passaggio dal cartaceo al digitale. Enormi i risparmi economici per la gestione via etere della corrispondenza con i cittadini e, inoltre, con la PEC e l’identità digitale si potranno ricevere anche le multe.

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, vuole rendere da subito effettiva la possibilità per tutti i cittadini italiani di registrare un domicilio digitale prima della piena funzionalità dell’Anagrafe unica dei dati dei cittadini residenti: una manovra che, otre che a modernizzare il Paese e rendere più snelle le procedure di invio delle comunicazione, comporterà un grande risparmio economico nel tempo. Certo, nell’immediata attivazione, la spesa per curare il nuovo servizio e renderlo funzionale nei primi tempi costerà circa 200mila euro alle casse dello Stato fino al 2019, ma saranno 250 i milioni risparmiati annualmente grazie alla digitalizzazione delle PA.

Che cos’è un domicilio digitale? Si tratta di un recapito elettronico, meglio chiamato indirizzo email certificato, tramite il quale cittadino e Pubblica Amministrazione possono dialogare direttamente, decurtando sia le spese per l’invio delle raccomandate, per esempio, sia le file che notoriamente affollano alcuni enti per il recupero della corrispondenza. Tutto più funzionale, insomma, anche se ancora non è detta l’ultima parola. La proposta alla modifica del decreto Madia, per ora, ha avuto il sì del Consiglio dei Ministri, ma la “trafila” per l’approvazione definitiva è solo all’inizio: la proposta, infatti, dovrà essere varata dal Consiglio di Stato, dalle due Camere, dalla Conferenza Unificata di Stato e Regioni e, infine, dal Cdm.

Un modo, questo, per rilanciare le “vecchie” Pec, già proposte dai precedenti governi ma che, nella riforma delle PA promossa dalla Madia, dovrebbe avere un costo annuo inferiore, di circa 5 euro, permettendo a cittadini e istituzioni una comunicazione più celere, efficiente e con costi ridotti. “Con il domicilio digitale” specifica la Madia “le spese postali si azzerano per i possessori di Pec o di identità digitale” e, inoltre, “le Pa non dovranno più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti e indiretti”, come quelli della cancelleria e del lavoro manuale degli addetti.

Domicilio digitale al via: le Pa dicono addio alla cassetta postale
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