Vaccini, il decreto diventa più morbido su sanzioni e patria potestà

Si va verso modidfiche in Senato per rendere più soft l'obbligatorietà

Il decreto del ministero della Salute che disciplina l’obbligatorietà dei vaccini verrà ‘smussato’ nel passaggio parlamentare in Senato. L’obiettivo è di renderlo meno restrittivo per quanto riguarda multe e sanzioni per i trasgressori.

Tre le novità che renderanno più soft il provvedimento:

  • Riduzione sostanziale delle multe per chi non rispetta l’obbligo.
  • Eliminazione, a parte casi gravissimi nell’ordine dell’eccezionalità, del ritiro della patria potestà ai genitori di minori sotto 16 anni.
  • Introduzione di una sorta di tagliando sui vaccini, ogni due o tre anni, per vagliare la necessità dell’obbligo.

“Correzioni sono possibili, e noi siamo disponibili – spiega a La Stampa Federico Gelli, medico, deputato e responsabile sanità del Pd – l’importante è che non sia la politica, ma la scienza a decidere quali vaccini servono e quali no”.

In Commissione Sanità al Senato saranno dunque presentati gli emendamenti ad hoc. Troppo alta la quantificazione attuale delle multe, i cui importi vanno da un minimo di 500 euro a un massimo di 7500 euro. Saranno drasticamente ridotte. Sarà cancellata anche la norma che consente al Tribunale dei Minori di revocare la patria potestà. Quanto alle verifiche per stabilire periodicamente se una vaccinazione debba essere obbligatoria si aspettano supplementi di indagine conoscitiva.

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