Decreto vaccini: le novità su obbligo e prenotazioni in farmacia

Concluso l'esame degli emendamenti al decreto vaccini. Cosa cambierà all'asilo e nelle farmacie

Con 198 sì e 48 no l’Aula del Senato ha approvato gli emendamenti al decreto vaccini. Novità importanti sull’accesso all’asilo dei bambini non vaccinati e sulla possibilità di prenotare i vaccini in farmacia. Vediamo cosa cambia rispetto al testo originario.

FARMACIE – L’emendamento Mandelli-Manassero approvato dall’Aula del Senato prevede: “In via sperimentale e al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali relativi all’anno scolastico 2017/2018 la prenotazione delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, può avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP)”. Una posizione di compromesso che, probabilmente, tiene conto delle esigenze dei pazienti ma anche delle preoccupazioni avanzate dai medici (ma anche dei limiti di copertura economica per la misura). Il testo originario dell’emendamento prevedeva infatti la possibilità di somministrazione dei vaccini nelle farmacie dietro assistenza di personale medico infermieristico. La versione approvata invece si limita a prevedere la possibilità di prenotare i vaccini nelle farmacie convenzionate aperte al pubblico.

L’Aula del Senato ha approvato anche un nuovo emendamento sui “monocomponenti” che prevede la possibilità di limitare la somministrazione obbligatoria a singoli vaccini per chi è immune da alcune malattie.

ACCESSO A BAMBINI NON VACCINATI – Bocciato l’emendamento della senatrice Nerina Dirindin volto alla “Cancellazione dell’obbligo per le attuali quattro vaccinazioni obbligatorie (antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B) rimandando al Piano di prevenzione vaccinale l’eventuale individuazione delle vaccinazioni da rendere obbligatorie qualora se ne ravvisi l’opportunità”. Dopo la bocciatura dell’emendamento si chiede al ministro Valeria Fedeli in che modo intende far fede alla parola data, con riferimento alla promessa che l’accesso alla scuola sarebbe stato in ogni caso sempre garantito.

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