Panama Papers, il fisco a caccia degli 800 italiani coinvolti

L'Agenzia delle Entrate chiederà i dati degli italiani coinvolti che hanno soldi offshore

Anche il fisco italiano si attiverà per dare la caccia agli evasori. L’Agenzia delle Entrate starebbe elaborando le strategie e attivando i contatti internazionali per ottenere la documentazione relativa ai circa 800 contribuenti italiani coinvolti nei Panama Papers, per poi attivare con rapidità le relative indagini.

Intanto continua ad allungarsi la lista degli inquisiti: si parla di almeno 28 banche tedesche, di migliaia di privati da individuare non soltanto tra le fila di magnati dell’industria e miliardari, ma anche e soprattutto tra i membri più in vista delle case regnanti, tra gli esponenti di spicco degli eserciti, tra gli emiri e i politici di ogni nazione del globo.

Il Mossack Fonseca, studio legale panamense coinvolto nello scandalo, ha dato ai suoi illustri clienti la possibilità di avviare svariate società di comodo che, sebbene nate da un iter legittimo, non sono state denunciate al fisco consentendo a soci e fondatori di evadere grosse somme normalmente destinate alle casse dello stato.

GLI ITALIANI COINVOLTI – Sono tanti i nomi dei cittadini e degli istituti italiani che compaiono all’interno del dossier di 11 milioni di documenti che ha dato il via all’inchiesta. Secondo le notizie diffuse dal settimanale L’Espresso, che aderisce all’International consortium of investigative journalists, nell’elenco degli italiani che hanno avuto rapporti con la Mossack Fonseca figurerebbe il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, che però smentisce di possedere interessi a Panama.
Tra i nomi compare quello dell’ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli, il quale ha fatto sapere che la sua società “Baker Street”, situata alle Seychelles, “è una società dichiarata in maniera trasparente specializzata in sviluppo immobiliare”.
Nei documenti viene citato anche Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante dal 2014 perché al centro di un’inchiesta della procura di Milano. Nicosia era socio di Marcello Dell’Utri nella società spagnola Tomé Advertising.

Anche i nomi di alcuni istituti bancari comparirebbero all’interno del gigantesco fascicolo, fra questi l’Unicredit, la filiale lussemburghese dell’Ubi Banca e la Banca Itermobiliare di Investimenti e Gestioni.
Unicredit avrebbe fatto sapere che lo studio legale Mossack Fonseca “non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo”, mentre Ubi Banca avrebbe invece specificato di non possedere “società controllate in Paesi quali quelli citati e nemmeno i nominativi indicati sono direttamente riconducibili a Ubi”, ma non esclude “che siano state gestite operazioni dalla Banca per conto di propri clienti, sempre e comunque nel rispetto della legislazione del Granducato”.

INFORMAZIONI UTILIZZABILI PER I CONTROLLI FISCALI – Nelle precedenti sentenze, la Corte di Cassazione ha sancito la piena utilizzabilità di questi elementi, acquisiti anche in modo irrituale, nell’ambito dei procedimenti di natura tributaria. Non sono prove, ma elementi dai cui partire per fare accertamenti.
In via di principio, sarebbe sostenibile considerare che i dati trafugati essendo relativi ad affari o a società costituite da soggetti residenti in Italia non siano tutelati da diritti di rango costituzionale prevalenti al principio di capacità contributiva. È vero che tale tutela potrebbe essere rappresentata dal fatto che le informazioni acquisite erano coperte da un incarico professionale di difesa personale del contribuente. Ovviamente, come specificano le pronunce della Cassazione e come poi ripreso dalla giurisprudenza di merito, non basta che il dato sia giuridicamente utilizzabile per essere posto a base di una rettifica, ma è necessario che il fisco provi l’attendibilità del dato e dimostri che la presunzione è fornita degli elementi di precisione e gravità che possono essere posti a base di una rettifica. Inoltre, è necessario che questa attendibilità sia dimostrata dopo aver esperito un contraddittorio preventivo. In altri termini, l’informazione per essere utilizzabile, oltre a dover essere circostanziata, deve essere suffragata da altri elementi che mutino la presunzione semplice in presunzione grave, precisa e concordante e non deve essere stata fornita dal contribuente in contraddittorio alcuna prova contraria.

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