Fisco: studi di settore, addio nel 2017. Ecco gli indicatori di fedeltà

Arrivano gli indicatori di fedeltà fiscale dei contribuenti

Il governo ha corretto e ridefinito il Documento inviato lunedì a Bruxelles. Ma il testo della manovra non è ancora stato inviato in Parlamento, come quello del decreto fiscale con la rottamazione delle cartelle e la ridefinizione del ruolo di Equitalia. Nel decreto si conferma la riforma degli studi di settore dal 2017, sostituiti dagli “indici di fedeltà fiscale”, con un premio per i contribuenti più “affidabili”: per loro meno controlli e rimborsi più veloci.

Dagli studi riformati saranno escluse alcune categorie, come gli avvocati, che hanno andamenti strutturalmente anomali.

I vantaggi? Resterebbero fuori alcuni tipi di accertamento e si ridurrebbe il periodo di accertabilità. l’iniziativa è in fase di sperimentazione proprio con l’obiettivo di farla rientare nella manovra economica autunnale.

I NUOVI INDICATORI DI FEDELTA’ – Gli indicatori di fedeltà prendono in considerazione i seguenti elementi:

  • ricavi, valore aggiunto e reddito d’impresa;
  • modello di regressione basato su dati panel (8 anni invece di 1) con maggiori informazioni e stime più efficienti;
  • modello di stima, che coglie l’andamento ciclico senza dover richiedere correttivi congiunturali (correttivi crisi);
  • nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi.

Gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità del contribuente rispetto a una serie di parametri. L’affidabilità si misura su una scala da 1 a 10 e sopra quota 8 si ottengono le premialità. Fra i vantaggi, inoltre, un numero minore di informazioni da inserire nel modello di trasmissione dei dati.

L’indicatore è costruito attraverso un preciso processo metodologico: analisi della qualità dei dati, che viene effettuata in modo più puntale di prima introducendo nuovi filtri, individuazione dei fattori caratteristici dei processi produttivi (ad esempio, per un’attività commerciali all’ingrosso, funzione logistica, informativa, servizi, forza vendita, attività non core), individuazione di gruppi omogenei, stima di valore aggiunto, ricavi e reddito, indicatori significativa (valore aggiunto per addetto, ricavi o reddito per addetto, durata scorte, costi, valre beni per addetto), che prenderanno il posto degli indicatori di coerenza o normalità economica), e infine elaborazione dell’indicatore.

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