Abolizione Equitalia e rottamazione cartelle. Cosa cambia col decreto fiscale

Firmato il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017. I dettagli

La rottamazione sulle cartelle esattoriali riguarderà anche l’IVA e, limitatamente a parte di interessi di mora e somme aggiuntive, le multe stradali, mentre Equitalia chiuderà i battenti entro il luglio 2017: la riscossione sarà affidata all’Agenzia delle Entrate, all’interno della quale sarà formato un ufficio dedicato: sono le norme definitive previste dal decreto fiscale che accompagna la Legge di Bilancio, firmato dal presidente della Repubblica.

CONDONO – Partiamo dalla rottamazione, o meglio definizione agevolata delle cartelle esattoriali, che vale circa 2 miliardi di entrate aggiuntive. Riguarda le tasse (IRPEF, IRAP, IRES), i contributi previdenziali e assistenziali (INPS e INAIL), l’IVA (esclusa la tassa sul valore aggiunto riscossa all’importazione) e le multe stradali. In tutti i casi, la cartella deve essere stata notificata entro il 31 dicembre 2015.

  • Per quanto riguarda, IVA, tasse e contributi, si pagheranno interamente la somma originariamente dovuta (l’imposta evasa) e gli interessi legali, mentre lo sconto riguarderà sanzioni e interessi di mora.
  • Per quanto riguarda le multe, si pagherà interamente la sanzione per la violazione commessa ma con uno sconto sulla mora e gli interessi di riscossione. Si tratta di voci che nella cartelle esattoriale pesano parecchio: gli interessi di mancata riscossione possono portare a raddoppiare o triplicare il costo iniziale delle imposte evase.

E’ sparita la norma in base alla quale era prevista l’adesione dei Comuni alla procedura. Il punto è che le multe stradali sono riscosse dagli enti locali, i quali avevano chiesto una potenziale adesione alla sanatoria con cui rottamare anche altri tributi locali come IMU, TASI e TARI. Restano escluse dalla rottamazione le somme dovute: “a titolo di recupero di aiuti di Stato, i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti, le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna”.

Il contribuente potrà aderire alla procedura entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle norme. E’ possibile pagare in un’unica soluzione oppure fino a un massimo di 4 rate, versando la terza entro il 15 dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018. E’ possibile aderire alla definizione agevolata anche se c’è in corso un pagamento rateale delle cartelle esattoriali. Il contribuente in questo caso deve essere in regola con il pagamento delle rate in scadenza fra ottobre e dicembre 2016.

Le somme già versate anche a titolo di interessi di mora, non sono rimborsabili.

EQUITALIA – Per quanto riguarda Equitalia, dal 1° luglio 2017 confluirà nell’ente strumentale denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, che avrà uno statuto (previsto entro il 30 aprile 2017, attraverso specifico Decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri). L’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, sarà nominato commissario straordinario per la gestione della transizione.

I dipendenti di Equitalia passeranno al nuovo ente dell’Agenzia delle Entrate (mantenendo il proprio contatto privatistico) o verranno ricollocati. Su questo fronte, ci sono una serie di problemi da risolvere, relativi al diverso contratto fra i lavoratori di Equitalia, che non sono dipendenti pubblici, e quelli dell’Agenzia delle Entrate, che invece lo sono. E’ prevista, per i passaggio da un ente all’altro: “apposita procedura di selezione e verifica delle competenze in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”.

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