Ue: Juncker lascia. Anzi no. “Resta per combattere, motivato come il primo giorno”

Dopo le indiscrezioni su dimissioni, arriva la smentita ufficiale del portavoce della Commissione europea

(Teleborsa)Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, sarebbe pronto a dimettersi. Anzi no.
La smentita arriva direttamente dal portavoce della Commissione europea che all’Ansa assicura: “è qui per restare, per combattere tutte le crisi che l’Europa sta affrontando, dalla Grexit alla Brexit, alla migrazione. Motivato come il primo giorno”.

“Il fatto di aver annunciato nel 2014 che farà solo un mandato – precisano ancora dalla Commissione Ue – permette a Juncker di avere un approccio ambizioso e indipendente, in particolare perché si parla del futuro dell’Europa”.

Era stato il quotidiano “La Repubblica” ad aprire la danza delle indiscrezioni rimandando ad “autorevoli fonti europee”, secondo le quali Juncker starebbe pensando alle dimissioni, a marzo, perché contrariato dalla scarsa ambizione dei governi sull’Unione.  Il presidente della Commissione europea sarebbe dunque pronto a lasciare il suo incarico nel giro di poche settimane?

BREXIT, FREXIT: JUNCKER AL BIVIO?  –  Lo spauracchio è quello di un’Europa sempre più debole. Il motivo sarebbe, infatti, la sua contrarietà alla scarsa forza delle politiche dell’Unione europea, anche all’indomani di Brexit. Un palese fallimento degli obiettivi di unità.

LE PERPLESSITA’ SUL LIBRO BIANCO – Una data, in particolare, sembrerebbe destinata a fare da ago della bilancia: l’8 marzo, infatti, la Commissione Ue dovrebbe pubblicare il suo ‘Libro bianco con un progetto di rilancio dell’Unione Europea dopo il ciclone Brexit, ma Olanda e Germania, che affronteranno elezioni politiche in tempi brevi, avrebbero fatto arrivare a Juncker segnali riservati per posticipare la pubblicazione, a dopo i festeggiamenti per il 60esimo anniversario del Trattato di Roma (il 25 marzo). Cruciale, dunque, sarà l’incontro, mercoledì a Berlino, tra Juncker e Angela Merkel.

Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano, infatti, Juncker si troverebbe a un bivio: “riuscire a dare la propria impronta ad una Unione desiderosa di guardare al futuro con ambizione o rifiutarsi di gestire il declino europeo lasciando la seconda metà del mandato ad uno dei suoi vicepresidenti”.

Juncker 62 anni, ex premier del Lussemburgo, ha assunto la presidenza della Commissione nel 2014 (il suo mandato scadrebbe nel 2019) sarebbe, dunque, pronto a sbattere la porta in caso l’Europa non sappia ritrovare il giusto slancio. In caso di dimissioni, in corsa i vicepresidenti, il popolare finlandese Jyrki Katainen favorito rispetto al socialista olandese Frans Timmermans.

Per sapere se la smentita arrivata nel giro di pochissimi minuti dalla Ue sia di rito o meno, bisognerà attendere ancora qualche settimana. Intanto, la manovra italiana, chiamata a correggere i conti per 3,4 miliardi , finisce sul tavolo Ue con “l’incognita Juncker” che si era affrettato a far  sapere: “Non lavoriamo mai contro l’Italia, la Commissione resta al suo fianco nella crisi dei rifugiati e nella gestione delle conseguenze del terremoto”.

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