Tassi Eurozona, visioni diverse in seno alla BCE

(Teleborsa) – I tassi di interesse sono destinati a rimanere bassi per un lungo periodo nella zona Euro. Le banche dell’area euro “devono adattarsi” ad un contesto di bassi tassi “che probabilmente prevarrà per un protratto periodo di tempo”, ha affermato Peter Praet, esponente del comitato esecutivo della BCE intervenendo ad un convegno a Madrid.

Il membro del board della BCE, ha riconosciuto i progressi compiuti dalle banche nel “migliorare le loro capacità di resistenza”, che ora però “finiscono sotto pressione” se la fase attuale di bassa redditività dovesse persistere. I bassi tassi di interesse sono uno dei fattori alla base di questa ridotta redditività, ma non l’unico. “Ce ne sono altri – ha avvertito Praet – legati ai problemi strutturali ereditati”.

“Un miglioramento duraturo delle prospettive del sistema bancario della zona euro richiede ulteriori sforzi al di fuori degli strumenti a disposizione della politica monetaria”, ha aggiunto. “Tra questi, un rapido e rigido completamento dell’unione bancaria e ulteriori aggiustamenti del settore verso maggiore efficienza sui costi e modelli di business che funzionino anche nel nuovo contesto regolamentare e macroeconomico”.

All’interno della BCE, c’è però chi avverte che i tassi bassi per un lungo periodo rischiano di creare effetti negativi. E’, Yves Mersch, componente del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. La BCE ha agito con energia per favorire una ripresa dell’area euro, “ma i tassi di interesse possono restare molto bassi solo sul breve termine”, ha spiegato il banchiere centrale intervenendo ad un convegno in Lussemburgo.

“Più a lungo restano bassi, maggiori saranno gli effetti collaterali negativi”. Ad oggi non ci sono elementi di allarme, ma “è nell’interesse di tutti assicurare che possiamo superare questa fase il prima possibile”.

Tassi Eurozona, visioni diverse in seno alla BCE
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