Tangenti in Nigeria, ENI: “Rispettate le leggi”

(Teleborsa) – La Procura di Milano ha avanzato la richiesta di processare il numero uno dell’ENI Claudio Descalzi e l’ex AD Paolo Scaroni con l’accusa di concorso in corruzione internazionale. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state versate tangenti all’ex governo nigeriano, per circa un miliardo e 300 mila dollari, con lo scopo di ottenere, insieme alla società Shell, i diritti esclusivi di sfruttamento del giacimento Opl245. 

ENI ribadisce correttezza. L’operazione che nel 2011 portò ENI ad acquisire dal governo nigeriano la concessione per l’esplorazione petrolifera del blocco Opl245, al largo delle coste del Paese africano, è stata effettuata “nel rispetto delle normative vigenti”, sottolinea un portavoce del gruppo energetico in risposta alla richiesta di rinvio a giudizio. 

“Attualmente non ci è stato notificato alcun provvedimento”. ENI ribadisce “la correttezza dell’operazione relativa all’acquisizione della licenza del blocco, conclusa da ENI e Shell con il Governo nigeriano, senza l’intervento di alcun intermediario”.

Tangenti in Nigeria, ENI: “Rispettate le leggi”
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