Scuola: nuovo anno, vecchi vizi, problemi per graduatorie d’istituto e nuove nomine

(Teleborsa) – L’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite.

Come i casi dei supplenti che hanno avuto problemi a inoltrare il modello B, tramite Istanze on line, per indicare le scuole dove collocarsi in lista d’attesa a seguito della presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia valide per il triennio 2017/2020. Solo che l’ammissione è arrivata, come al solito, fuori tempo massimo: addirittura, l’ultimo giorno utile all’invio del modello da parte di precari. E siccome la mole di supplenti coinvolti è altissima, circa 700mila, è chiaro che gli esiti di un intoppo di questo genere non potranno che ripercuotersi sull’organizzazione delle nuove graduatorie e sulle nomine da attuare con l’avvio delle lezioni.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sta crollando, nei fatti, un altro pezzetto della Buona Scuola di Renzi: quello delle macchinose, illegittime e inutili individuazioni del personale attraverso la scelta dei presidi. Lo avevamo detto sin dall’inizio: il problema non era nel numero dei criteri da indicare, come invece sostenevano i sindacati rappresentativi, ma proprio nella inapplicabilità del sistema all’interno della pubblica amministrazione, che per legge deve essere legato all’anzianità di servizio e ai titoli acquisiti”. 

Per quel che riguarda l’invio del modello B – continua il sindacalista – si tratta dell’epilogo di un processo di aggiornamento telematico creato in modo quasi dilettantistico: “si è partiti con un regolamento che escludeva una sfilza di categorie, contro cui abbiamo presentato ricorso. Poi, sono subentrati i problemi di compilazione. Infine, altre problematiche riguardanti gli invii”.

Considerando i tanti nodi non sciolti – conclude Pacifico – come i 100mila posti che andranno ancora in supplenza, con molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso che potrebbero non essere coperti, per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza, in attesa di concorsi mai pronti, “è ormai certo che l’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite”.

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