Scuola, il Miur fa mea culpa sui trasferimenti ma lascia i docenti nel limbo

(Teleborsa) – L’anno scolastico è ormai iniziato da una decina di giorni, ma nelle scuole regna il disordine. Non trova, infatti, soluzione la vicenda dei docenti, in larga parte del Sud Italia, danneggiati dall’amministrazione che ha collocato questi ultimi, a centinaia e centinaia di chilometri da casa. Quasi sempre per mero errore di calcolo del punteggio o materiale.

Preso atto dell’errore, il Ministero ha tuttavia inspiegabilmente deciso che non fosse più possibile decretare il corretto trasferimento dei docenti destinandoli, comunque, su delle cattedre venutesi a determinare con l’organico di fatto. Si tratta, spiega il sindacato della scuola Anief, di collocazioni annuali e non definitive con la titolarità sino al 2018 rimanente sempre sull’ambito territoriale sbagliato. A tutto ciò si aggiunge che, non di rado, i nuovi ambiti assegnati non corrispondono a quelli corretti e negati per errore.

“Siamo dinanzi a delle evidenti ingiustizie attuate nei confronti di insegnanti che, nella maggior parte dei casi, potevano rimanere tranquillamente nelle proprie province se solo il Miur ci avesse dato retta attuando un semplice monitoraggio nazionale”, ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. “Appurata l’intenzione del Miur di non voler risolvere la situazione in modo radicale, ma solo di creare buco in quello già esistente, siamo convinti che la strada da intraprendere non può che essere quella del tribunale”. Questi giudici, tra l’altro, hanno mostrato sensibilità verso lo spostamento coatto da una regione all’altra, attuato senza tenere conto delle esigenze personali e familiari dei docenti, decidendo per il ritorno d’ufficio sulla provincia di appartenenza. “In presenza di errori e danneggiamenti palesi possiamo ritenerci, quindi, ottimisti sul buon esito della vertenza” ha concluso il sindacalista.

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