Regno Unito, Brexit e salari soft fanno rinviare il rialzo dei tassi

(Teleborsa) – La Bank of England si conferma quanto mai “colomba” nel proprio approccio di politica monetaria.

In un incontro con i banchieri a Mansion House, Londra, il Governatore dell’Istituto centrale britannico Mark Carney ha affermato che è ancora troppo presto per alzare i tassi di interesse per la prima volta in una decade.

Come ampiamente atteso, inoltre, Carney ha puntato il dito contro l’insoddisfacente crescita dei salari nel Regno Unito, spiegando che è un fattore di ostacolo alla ripresa dei prezzi al consumo.

Grande incertezza deriva inoltre dall’avvio delle negoziazioni tra Regno Unito e Unione Europea per la Brexit. Secondo il Governatore non si può prevedere come l’economia nazionale risponderà a questo delicato passaggio storico.

“Dal mio punto di vista, tenuto conto dell’andamento non molto soddisfacente della spesa dei consumatori e degli investimenti delle imprese, e delle ancora scarse pressioni inflazionistiche, oltre che all’anemica crescita dei salari, non è ancora giunto il momento di iniziare il programma di rialzo” ha dichiarato Carney.

Nell’ultimo meeting di politica monetaria la BoE ha mantenuto il costo del denaro ai minimo storici dello 0,25%, ma per la prima volta dal 2007 ben tre membri su nove hanno chiesto un cambio di rotta.

Carney ha votato per lo status quo ma lasciato intendere che un rialzo non è impossibile. Alla luce di quanto dichiarato oggi, però, le speranza di un rialzo imminente sembrano lontane e la conferma giunge anche dal mercato dei cambi: la sterlina, già pesantemente provata dalla Brexit e dall’esito incerto delle elezioni, sta continuando a deprezzarsi sul dollaro. Stamane quota a 1,2689 USD, ai minimi da aprile.

Regno Unito, Brexit e salari soft fanno rinviare il rialzo dei tassi
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