Quattro Spa su 10 in mano a famiglie ma in Borsa comanda straniero

(Teleborsa) – Il sistema imprenditoriale italiano è a trazione familiare, ma in borsa comanda lo straniero. Il 41,32% delle quote delle società per azioni del nostro Paese è, infatti, posseduto da famiglie, mentre sui listini di piazza Affari dominano gli azionisti esteri titolari di oltre il 50% delle Spa quotate. In mano alle banche, il 12% delle società per azioni, quota che cala al 10% se si limita l’analisi alle sole aziende quotate. Allo Stato, il 5,73% delle imprese e il 4,39% delle quotate, le assicurazioni e i fondi pensione col 2,13%. Quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale nel 2016 le società per azioni hanno perso 260 miliardi di euro di valore, mentre le “quotate” hanno bruciato 126 miliardi di capitalizzazione.

Complessivamente, il valore delle società per azioni è sceso del 12,48%, con una diminuzione di 259,2 miliardi, calando dai 2.077,9 miliardi del 2015 ai 1.818,6 miliardi del 2016. Le famiglie hanno perso valore per 173,2 miliardi (-18,74%), gli stranieri per 66,3 miliardi (-13,23%), le imprese per 19,3 miliardi (-6,95%), le banche per 2,1 miliardi (-0,98%), le assicurazioni e i fondi pensione per 816 milioni (-2,07%). Le quote in mano allo Stato centrale sono invece cresciute di 2,6 miliardi (+2,65%); variazione positiva anche per quelle delle amministrazioni locali, salite di 140 milioni (+1,07%).

Per quanto riguarda le società per azioni presenti a Piazza Affari, il primato spetta agli investitori esteri detentori del 50,19% delle quote, in leggero calo rispetto al 51,74% del 2015. Nella speciale classifica, seguono le imprese col 19,01% (era il 19,22%), le famiglie con l’11,99% (era il 12,52%), le banche col 10,49% (era il 9,94%), lo Stato col 4,39% (era il 2,88%), le assicurazioni e i fondi pensione col 3,23% (era il 3,14%); quote minoritarie sono riconducibili alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza.

Il valore delle società per azioni quotate è sceso del 23,13%, con una diminuzione di 126,1 miliardi, calando da 546,6 miliardi dl 2015 ai 419,4 miliardi del 2016. Gli azionisti esteri hanno perso 71,8 miliardi (-25,44%), le imprese 25,1 miliardi (-23,95%), le famiglie 18,04 miliardi (-26,04%), le banche 10,2 miliardi (-18,89%), le assicurazioni e i fondi pensione 3,5 miliardi (-20,95%). Le quote in mano allo Stato centrale sono, invece, cresciute di 2,6 miliardi (+17,14%); variazione positiva anche per quelle delle amministrazioni locali, salite di 140 milioni (+5,78%).

Unimpresa, Unione nazionale di Imprese, è un’associazione che rappresenta le micro, piccole e medie imprese così come individuate dalle norme dell’Unione Europea (regolamentazione del 6/5/2003 n. 1422), che operano nei diversi settori dell’attività primaria, secondaria e terziaria esistenti. Si tratta di un’Associazione che ha come funzione primaria quella di interpretare, affiancare e sostenere le micro, piccole e medie imprese che rappresentano l’asse portante dell’economia del Paese, abbattendo le tradizionali e ormai anacronistiche barriere associative fra primario, secondario e terziario. 

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