Porti turistici a rischio fallimento

(Teleborsa) – I porti turistici italiani rischiano il fallimento, L’Allarme arriva dalle associazioni di settore Ucina, Assomarinas e Assonat, in vista della pronuncia della Corte Costituzionale il 10 gennaio 2017 sull’applicazione della normativa sulle concessioni turistico-ricreative anche ai porti turistici.

Tale normativa prevede infatti l’aumento retroattivo dei canoni demaniali, modificando a posteriori i contratti firmati con lo Stato, che riconoscevano il peso e dunque un trattamento particolare degli investimenti effettuati rispetto alle concessioni balneari.  Gli aumenti dei canoni demaniali vanno da 45 mila euro a 75 mila euro per le strutture più piccole e da 100 mila euro a 250 mila euro annui per le strutture più grandi, con un gettito previsto di quasi 3,6 milioni di euro l’anno.

Sull’applicazione di questa normativa in via retroattiva è stato proposto ricorso sul quale si pronuncerà la Consulta la prossima settimana. “La sentenza sarà decisiva per la sopravvivenza di 26 porti turistici, fra i maggiori del Paese”, sottolineano le tre associazioni, segnalando che sono a rischio anche 2.484 posti di lavoro.

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