Porti, asse Italia-Slovenia per rafforzare la sicurezza. Capofila lo scalo triestino

(Teleborsa) – Come migliorare la sicurezza attraverso la tecnologia e le innovazioni procedurali, garantendo l’efficienza e la sostenibilità dei trasporti in ambito marittimo? Sono alcune delle sfide che verranno affrontate dal progetto SECNET “Cooperazione istituzionale transfrontaliera per il rafforzamento della security portuale”, co-finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia e lanciato oggi, 12 Ottobre, a Trieste con il primo meeting presso la Torre del Lloyd, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

SECNET, che avrà una durata di 18 mesi e un budget di circa 1,3 milioni di euro, vede capofila lo scalo triestino e sarà sviluppato in collaborazione con Luka Koper, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, l’Università del Litorale, l’Università degli Studi di Trieste e il Segretariato Esecutivo dell’Iniziativa Centroeuropea (INCE).

Dotare le infrastrutture portuali di sistemi di sicurezza all’avanguardia a causa della crescente instabilità geopolitica legata al pericolo di attentati terroristici, sta diventando un tema di massima importanza e attualità. Tuttavia, l’aumento delle misure di sicurezza può causare il ritardo del transito della merce, con conseguente perdita di competitività di un porto.

Su questo punto è intervenuto nei saluti di apertura il presidente dell’Autority Zeno D’Agostino che ha sottolineato come “la sfida di oggi nel settore marittimo sia garantire al massimo livello gli standard di sicurezza per persone, merci e strutture portuali, individuando nuove politiche che non incidano sull’operatività dello scalo e sulla catena logistica a terra”.

Porti, asse Italia-Slovenia per rafforzare la sicurezza. Capofila lo scalo triestino
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