Più sano più bello: nel paniere Istat entrano cibi vegani e centrifughe

(Teleborsa) – Vi sono alcune interessanti new entry nel paniere Istat per la misura dei prezzi al consumo e dell’inflazione: le centrifughe consumate al bar e relativa apparecchiatura per farle a casa,  i cibi vegani o vegetariani, lo smartwatch e gli apparecchi da polso per la palestra e lo sport. Tutti prodotti molto personali e spesso di stampo salutistico, al contrario delle tendenze più disparate emerse dalla revisione dell’anno scorso. Escono dal paniere le videocamere tradizionali (sostituite dall’Action camera).

Sono queste le nuove tendenze delineate dagli italiani, che spingono ogni anno l’Istat a rivedere l’elenco dei prodotti che compongono il paniere per la rilevazione dei prezzi al consumo, tenendo conto delle “novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie”.

Nel 2017 quindi entrano nel paniere 12 prodotti: preparati di carne da cuocere, che ampliano la gamma di prodotti pronti da cuocere; preparati vegetariani e/o vegani, che rispondono alla recente evoluzione nelle abitudini alimentari dei consumatori; centrifugati di frutta e/o verdura al bar, che si aggiungono alle altre consumazioni al bar dell’aggregato Bevande analcoliche al bar; birra artigianale; smartwatch; soundbar (barre amplificatrici di suoni);  dispositivi da polso per attività sportive; action camera, che sostituisce le videocamere tradizionali all’interno del segmento Macchine fotografiche e videocamere; cartucce a getto d’inchiostro; asciugatrici; centrifughe, arricchiscono la classe di prodotti Piccoli elettrodomestici; servizi assicurativi connessi all’abitazione.

Nel paniere utilizzato nel 2017 figurano 1.481 prodotti elementari (1.476 nel 2016), raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati. Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) viene invece impiegato un paniere più grande di 1.498 prodotti elementari (1.484 nel 2016), raggruppati in 923 prodotti e 409 aggregati.

Come nel 2016 sono 80 i comuni che contribuiscono alla stima dell’inflazione per il paniere completo; la copertura territoriale dell’indagine è pari all’83,7% in termini di popolazione provinciale. Altri 16 comuni partecipano alla stima dell’inflazione solo per un sottoinsieme di prodotti (tariffe locali e alcuni servizi); il loro peso sul paniere è del 6%, mentre la copertura territoriale dell’indagine è del 92,4%.

A partire da quest’anno è invece completa la copertura territoriale per il monitoraggio dei prezzi dei carburanti (benzina, gasolio, GPL e metano). La rilevazione utilizza le informazioni fornite da 13.596 distributori (69,3% di quelli attivi e presenti nella base dati del Ministero dello Sviluppo economico).

Tra punti vendita, imprese e istituzioni sono circa 41.700 le unità di rilevazione presenti nei comuni, mentre ammontano a quasi 8.000 le abitazioni presso le quali sono rilevati i canoni d’affitto.

Nella struttura di ponderazione del paniere aggiornata al 2017 aumenta il peso di Trasporti e Abbigliamento e calzature, mentre scende quello di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Considerando la tipologia dei prodotti, nel paniere 2017 cresce lievemente il peso dei servizi (da 46,28% a 46,39%) a discapito di quello dei beni (da 53,72% a 53,61%). 

Più sano più bello: nel paniere Istat entrano cibi vegani e centrifughe
Più sano più bello: nel paniere Istat entrano cibi vegani e cen...