Petrolio, nulla di fatto al mini-vertice OPEC per la riduzione del surplus

(Teleborsa) – Un flop l’incontro informale dell’OPEC, in calendario ieri a Istanbul, dove era invitata anche la Russia, in qualità di principale produttore di petrolio non membro del cartello. Presente anche il Messico fra i membri esterni, mentre fra i produttori OPEC mancavano i pesi massimi (Arabia Saudita): presenti Qatar, Algeria, Venezuela, Emirati Arabi e Gabon.  

Il tavolo tecnico, cui ha partecipato anche il ministro petrolifero russo Alexander Novak, si è chiuso con un nulla di fatto, o meglio con la fissazione di una nuova data per discutere dei problemi si eccesso di offerta, comuni sia ai membri del cartello sia ai produttori non-OPEC. 

La tematica chiave è quella che riguarda il coordinamento, dato che il mercato resta pesantemente sbilanciato, a causa di scelte miopi del passato. Il ministro petrolifero russo Novak ha fatto sapere che il discorso si è tenuto sulle linee generali e che sarà il prossimo incontro del 28-29 ottobre, a Vienna, a fare il punto su quanto e chi dovrà ridurre le quote, per allinearsi a quanto deciso all’ultimo vertice.  

L’altro grande problema è che oggi solo la Russia, fra i membri non-OPEC, ha accettato di ridurre l’output ed in modo un po’ ambiguo – talvolta parla di congelamento – mentre mancano anche altri grandi produttori, in primis gli Stati Uniti.
 
Intanto, l’ultimo bollettino dell’OPEC pubblicato ieri ha confermato che la produzione del cartello è balzata ai massimi degli ultimi 8 anni, totalizzando a settembre un output di 33,39 milioni di barili al giorno, con una crescita di 220 mila rispetto ad agosto. Rialzate anche le stime sulla produzione non-OPEC del 2017, che implicano l’allargamento del surplus del mercato petrolifero.

Il mercato petrolifero ha reagito molto negativamente alla notizia del nulla di fatto del mini-vertice ed alle indicazioni arrivate dal bollettino, spingendo al ribasso le quotazioni del greggio, che risentivano anche della forza del dollaro, connessa alle prospettive di un aumento dei tassi USA. Anche stamattina, la qualità di petrolio light crude statunitense perde lo 0,58% a 49,88 dollari al barile, mentre il Brent scivola dello 0,39%a 51,61 dollari. 

Petrolio, nulla di fatto al mini-vertice OPEC per la riduzione del surplus
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