Petrolio in cerca di recupero mentre l’uragano Irma colpisce la Florida

(Teleborsa) – Sono deboli gli scambi sul barile di petrolio mentre sullo sfondo restano le incertezze legate all’impatto dell’uragano Irma sulla Florida. L’uragano considerato il più costoso del dopoguerra.

9 mila voli cancellati da e per la Florida. Un impatto devastante quindi non solo sul fronte ambientale, ma anche sul versante economico. L’emergenza resta alta: la forza dei venti che ha provocato la maggior parte delle devastazioni è attesa ancora a 120 chilometri orari. A Miami le acque hanno raggiunto i primi piani, le abitazioni sono ancora senza elettricità. 

Per calcolare l’impatto economico bisogna guardare alla diversa composizione dei vari Stati colpiti da Irma. Ad esempio, il Texas ha molta energia, come il petrolio, mentre la Florida punta la sua forza economica sui servizi, come il turismo. E’ chiaro che nel breve termine i tempi di ripresa e di ricostruzione saranno molto diversi nei vari settori. 

Sul mercato delle commodities, il future sul Light crude viaggia a 47,29 dollari al barile (-0,46%). Più forte la caduta del Brent che quota a 52,07 usd/bar (-1,2%).

A sostenere il tentativo di recupero dei prezzi per il WTI americano, sono le indicazioni arrivate dall’Arabia Saudita e sulla sua volontà di prolungare l’accordo sui limiti produttivi. A fare da assist contribuiscono anche le considerazioni degli analisti sull’uragano Irma che per quanto distruttivo non è stato poi così devastante come ci si aspettava. Altro sollievo arriva dalla Corea del Nord che ha festeggiato il 69esimo anniversario della fondazione senza effettuare, come si temeva, nuovi lanci missilistici. 

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