Petrolio, il toro è in agguato e tutto dipende dall’OPEC

(Teleborsa) – Il prezzo del petrolio potrebbe presto tornare ai massimi raggiunti dopo il vertice OPEC dello scorso mese di novembre, ma attenzione alla volatilità di questi giorni che precedono il meeting di Vienna del 25 maggio. In caso di scarsa determinazione dei membri OPEC e non OPEC, poi, il valore del barile potrebbe letteralmente crollare.

Lo dice uno studio della WisdomTree, società d’investimento quotata al Nasdaq e settimo maggiore emittente di ETF, ricordando che e mosse dell’OPEC hanno fatto aumentare il prezzo del Brent di quasi il 30%, prima che un forte sell-off sconvolgesse il settore a marzo, a causa della riapertura dei rubinetti da parte dei produttori di shale.

Secondo Nizam Hamid, Head of Strategy di WisdomTree Europe, gli eventi dell’anno scorso potrebbero verificarsi di nuovo nel breve periodo dopo la prossima riunione. La volatilità ha interessato la commodity nelle ultime settimane, dopo che le ultime statistiche dell’industria americana dello shale hanno mostrato un altro enorme aumento della produzione. Ciò in contrasto con le crescenti aspettative di uno sforzo coordinato dei membri dell’Opec per aumentare i prezzi.

“I movimenti recenti suggeriscono che il prezzo del petrolio rimarrà volatile in vista dell’incontro dell’Opec, guidato da cambiamenti nel sentiment verso ulteriori tagli. In termini di entità del recupero del prezzo, una riunione dagli esiti positivi potrebbe vedere il petrolio attestarsi tra i 50 e i 55 dollari, mentre qualsiasi debolezza o mancanza di determinazione potrebbe vedere il petrolio scendere vicino a 40 dollari”.

Per quanto riguarda il timing, nell’eventualità di un ulteriore rialzo prima della riunione, Hamid ha dichiarato che non è chiaro se gli investitori potrebbero assumere un posizionamento long sul petrolio prima di qualsiasi annuncio ufficiale. Gli investitori si sono allontanati dal petrolio quest’anno, con i dati del regolatore statunitense sui futures che rivelano come le posizioni lunghe nette si siano dimezzate da febbraio, a causa del calo del prezzo della commodity. Tuttavia, questa attività di trading potrebbe invertirsi rapidamente se l’Opec dovesse agire con decisione. Il regolatore statunitense ha rilevato un raddoppio delle posizioni lunghe nel mese di dicembre, dopo l’annuncio precedente dell’Organizzazione.

“I principali attori sono l’Arabia Saudita e la Russia, e il messaggio sembra essere basato sul mantenimento della bassa produzione più a lungo e anche nel corso del 2018, stabilizzando così il mercato. Tuttavia, tale impegno è un gioco di equilibrio in quanto deve riflettere ogni possibile aumento della produzione statunitense”, ha concluso Hamid.

Petrolio, il toro è in agguato e tutto dipende dall’OPEC
Petrolio, il toro è in agguato e tutto dipende dall’OPEC