Per Alitalia un rilancio difficile e pieno di insidie

(Teleborsa) – Alitalia rimane nella bufera e il cielo si fa sempre più cupo. Per il rilancio “servono investimenti, non licenziamenti”, sostiene il sindacato Filt-CGIL che si esprime sulla vicenda della Compagnia ex di bandiera. Ma la situazione è senz’altro più complessa. I “guai” partono da ben lontano, da decenni di gestioni asservite a “interessi di bottega” e spesso a favore dei “soliti noti”. Gestioni sconsiderate, anche finite nell’occhio della magistratura penale.

E dopo la svolta della privatizzazione, prima all’insegna dell’italianità della Compagnia, con ripetute immissioni di denaro da parte di soci non sempre convinti che hanno tuttavia sinora prodotto “piani industriali” fallimentari e alla resa dei conti contraddittori e poi con l’ingresso di Ethiad che neppure col suo mucchio di denaro fresco versato è sinora riuscita a raddrizzare lo scivolone di Alitalia, da ogni parte si invoca oggi a gran voce la urgente preparazione di un “nuovo piano”. Ma che stavolta guardi con realtà in faccia al futuro tenendo conto del trend di sviluppo dell’intera aviazione commerciale. Un “urlo di dolore” che, guarda caso, si leva anche da parte di chi ha contribuito allo sfascio.

“L’incapacità di Alitalia, dopo mesi di ripetuti annunci, di presentare, prima al Governo e dopo al Sindacato, un piano industriale, è la dimostrazione della grave situazione in cui versa l’azienda e ciò è estremamente preoccupante”, spiega da parte sua il sindacato, sottolineando come si “sia finto di avere un piano industriale che non era conosciuto da una parte degli stessi azionisti”.

Alitalia “ha necessità assoluta di un futuro industriale, di una netta scelta sul mercato dove operare, di coesione ed investimenti da parte degli azionisti e di sapere dentro quale alleanza si agisce in un mercato globale”. Tutte belle quanto scontate parole. Nulla di nuovo sotto il sole.

Il sindacato fa eco all’amara constatazione arrivata oggi dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, secondo cui la situazione la situazione “è stata gestita male”.

Pronta la risposta del presidente di Alitalia, Luca Cordero Montezemolo che ha dichiarato:”E’ fuori luogo qualsiasi tipo di polemica. Quando si parla di Alitalia non bisogna parlare solo del management, ma di quanto fatto anche dagli azionisti già una volta e rifatto oggi, sia da quelli italiani che da quelli arabi”.

I sindacati hanno aperto ieri formale vertenza nei confronti di Alitalia, inviando una lettera per chiedere un incontro “urgentissimo” al Governo, data la “grave situazione in cui versa la compagnia. Nel corso dell’incontro si dovrebbe parlare delle problematiche relative all’utilizzo del Fondo di solidarietà del settore. Tema dell’incontro anche dello sciopero del 20 gennaio prossimo e del 23 di febbraio per quanto riguarda i lavoratori di AZ, giudicati legittimi dal Garante. E del rinvio della presentazione del Piano ai sindacati. 

Due giorni fa, i vertici di Alitalia avevano incontrato le autorità e gli altri azionisti della compagnia, per fare il punto della situazione, ma la situazione non ha avuto schiarite. Alitalia infatti naviga ancora fra molte turbolenze proprio a causa dell’assenza di un piano industriale, della possibilità di un ribaltone al vertice, dei piani di fuga dell’azionista di controllo Ethiad e di un piano di risanamento che sembrerebbe quasi totalmente incentrato sul taglio dei costi del personale.   

Secondo, il segretario generale della CISL, Annamaria Furlan “è inaccettabile che si parli nuovamente di esuberi e di taglio al costo del lavoro in Alitalia senza che sia stato presentato un serio piano industriale. E’ molto corretta la posizione espressa dal ministro Calenda” ha detto a Bologna la Furlan che ha tuonato: “Non si possono scaricare le responsabilità evidenti del management ancora una volta sui lavoratori.  Per questo è opportuno che si apra un confronto serio tra l’Azienda ed il sindacato”.

Per Alitalia un rilancio difficile e pieno di insidie
Per Alitalia un rilancio difficile e pieno di insidie