MPS, polverone sulla nomina di Morelli. Alla Camera messo in discussione il curriculum dell’Ad

(Teleborsa) – Suscita clamore la nomina di Marco Morelli come nuovo amministratore delegato di MPS  avvenuta il 14 settembre scorso. Nella stessa data, Morelli è stato chiamato anche a ricoprire la carica di direttore generale della banca senese di cui il Tesoro è il maggiore azionista.
Il Consiglio di amministrazione una volta nominato il nuovo amministratore delegato ha trenta giorni di tempo per esprimersi sui suoi “requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza, competenza e correttezza. E’ da queste premesse che parte l’onorevole Laffranco di (FI-PDL) che, in un’interrogazione parlamentare porta la nomina di Morelli all’attenzione del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Laffranco fa presente “qualche giorno fa è apparsa sulla stampa (Il Fatto Quotidiano) la notizia di una presunta mancanza – da parte di Morelli – dei requisiti richiesti per il nuovo incarico. L’8 ottobre 2013 la Banca d’Italia lo avrebbe infatti multato per oltre 200mila euro per gravi irregolarità commesse nell’operazione Fresh (che coinvolgeva anche Jp Morgan) quando era vicedirettore generale di MPS.

La notizia della multa irrogata da Bankitalia potrebbe essere determinante per la decisione del consiglio di Amministrazione in merito alla nomina di Morelli: la legge infatti include espressamente tra i criteri di correttezza da esaminare le relazioni d’affari dell’esponente, le condotte tenute nei confronti delle autorità di vigilanza e le sanzioni da queste irrogate”.

Con il nome in codice Fresh –si legge nell’articolo de Il Fatto si intende un “aumento di capitale riservato a JP Morgan per 950 milioni di euro effettuato nell’aprile 2008 nell’ambito di un più ampio programma di rafforzamento patrimoniale finalizzato all’acquisizione di Banca Antonveneta. Una serie di contratti collegati, tra i quali due lettere dette in gergo di indemnity, salvaguardavano Jp Morgan da eventuali perdite. In pratica non c’è stato l’integrale trasferimento a terzi del rischio d’impresa, per cui quei 950 milioni non potevano essere considerati un vero rafforzamento patrimoniale. Ma i documenti che dimostravano quanto fosse fittizio l’aumento di capitale sono stati celati alla Vigilanza. Un’irregolarità sanzionata con multe da 3,5 milioni di euro a 17 amministratori e dirigenti, dal presidente Mussari a scendere, Morelli compreso.

Il comportamento dell’attuale numero uno di MPS risulta di particolare gravità considerato che egli ha partecipato a tutte le fasi dell’operazione, dalle prime interlocuzioni (periodo al quale risale l’indemnity del 2008, da lui stesso sottoscritta) fino alla definizione del termination agreement.

Il manager alla vigilia del giudizio di Visco si difese con la sua annunciata archiviazione nel processo MPS. Ma Bankitalia replicava che l’irrilevanza penale della condotta non esclude la sua gravità nella sfera bancaria, dove secondo la legge ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”.

Secondo Bankitalia “Morelli conosceva l’esistenza (come risulta 2016 comprovato dalla email del 12 marzo 2009) della indemnity rilasciata nel 2009. All’ex dirigente non poteva sfuggire la necessità di trasmettere tale documento alla Vigilanza: la garanzia in esame riportava in capo a MPS il rischio di impresa in ordine alla quota parte di notes Fresh su cui insisteva”.

Viste “la gravità del comportamento tenuto e le molteplici violazioni, Bankitalia ha inflitto al manager una multa pari al triplo della base editale. Ebbene dopo tutto questo – sottolinea Laffranco- oggi Marco Morelli è chiamato a realizzare un aumento di capitale da 5 miliardi di euro, proprio con Jp Morgan global coordinator”.  Fatta questa ricostruzione insieme all’articolo de Il Fatto Quotidiano, il deputato chiede al Governo “se e quali apprezzamenti siano stati svolti, alla luce del comportamento tenuto da Morelli come manager di MPS in un’operazione con Jp Morgan, per il quale è stato sanzionato da Banca d’Italia, in ordine ai requisiti di professionalità, onorabilità, in dipendenza, competenza e correttezza richiesti calla legge per guidare la banca senese”.

Leggi il documento completo sugli Atti della Camera a pag 33.

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