Manovra, il ministro Padoan difende la voluntary disclosure

(Teleborsa) – Un nuovo ciclo di spending review e un maggiore gettito derivante da voluntary disclosure e aste sulle frequenze, permetteranno di raggiungere un disavanzo al 2,3% nel 2017, come indicato nel documento programmatico del governo consegnato alla Commissione europea. Si tratta di misure che nel loro complesso valgono lo 0,7% del PIL, poco meno di 12 miliardi di euro.

Dalla voluntary disclosure e dalla nuova attività di recupero dell’evasione, l’esecutivo Renzi punta a ottenere oltre 4,2 miliardi, il prossimo anno, cui se ne aggiungono altri 1,6 circa legati alla razionalizzazione delle agevolazioni Ace (Aiuto alla crescita economica). A queste cifre vanno aggiunti altri circa 3 miliardi di euro che il governo lega al “recupero dell’evasione già registrata a consuntivo”, a “efficientamento dell’amministrazione fiscale” e alla “revisione di alcune agevolazioni fiscali (crediti non riscossi)” oltre ad “altre entrate da adesione volontaria”.

La voluntary disclosure sul contante, ha spiegato il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan nel corso di un’intervista a Uno Mattina, “è una misura con la quale si invitano i possessori di ricchezza occulta a farla emergere, siano essi depositi bancari o siano essi altre forme di ricchezza”. La cifra che potrebbe uscire alla luce “è incerta, dipende da quanto riusciamo a fare emergere. Già la voluntary disclosure numero uno ha ottenuto risultati importanti, anche grazie al fatto che l’ambiente internazionale è diventato molto più trasparente”.

Manovra, il ministro Padoan difende la voluntary disclosure
Manovra, il ministro Padoan difende la voluntary disclosure